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Mercoledì, 17 Agosto 2022
La tragedia nel bellunese / Belluno

Si stacca un chiodo, muore alpinista 27enne: l'amico bloccato in quota tutta la notte

La tragedia venerdì sera dalla Torre Venezia, sul monte Civetta. Il giovane era originario di Cesano Maderno. Il suo corpo senza vita, e l'amico sotto choc, sono stati recuperati all'alba di sabato

È stato recuperato sabato mattina il corpo senza vita dell’alpinista precipitato venerdì sera dalla Torre Venezia, sul monte Civetta, in provincia di Belluno. Si tratta di un giovane di 27 anni originario di Cesano Maderno (Monza) che ha affrontato la scalata insieme con un 23enne milanese.

La ricostruzione della tragedia

Proprio l’amico ha lanciato l’allarme venerdì sera intorno alle 22: i due si stavano preparando a scendere in corda doppia dopo avere scalato la Via Ratti quando è avvenuta la tragedia. Stando alle prime ricostruzioni, i il 27enne sarebbe precipitato dalla cengia circolare in cima alla Torre Venezia poco prima di iniziare la discesa.

I due erano usciti dalla Via Ratti venerdì intorno alle 21.30, spostandosi su un piccolo canalino di 5-6 metri che porta alla partenza delle doppie. Qui il 27enne ha sfruttato un chiodo già utilizzato da alcuni scalatori per scendere all'attacco delle doppie, ma quando vi ha caricato il peso il chiodo è uscito dalla fessura e lo ha fato precipitare nel vuoto.

Alpinista precipita dalla Torre Venezia, l’amico resta bloccato in quota tutta la notte

L’intervento di recupero è stato lungo e difficile a causa del meteo e della posizione dei due giovani. Dopo l’allarme alla Centrale del Suem una squadra del Soccorso Alpino di Agordo ha raggiunto in jeep il Rifugio Vazzoler per poter essere trasportata in quota da uno degli elicotteri abilitati al volo notturno e provvedere al recupero del 23enne, rimasto bloccato a 2.450 metri di quota.

Un soccorritore è rimasto costantemente in contatto con lui via cellulare per aiutarlo a resistere alla fatica, allo choc e alla paura, e verso le 23 è arrivata sul posto l'eliambulanza dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano, che ha subito effettuato una ricognizione, constatando che la nebbia stazionava 20 metri sotto il punto dove si trovava l'alpinista. Il tempo è ulteriormente peggiorato e l’elicottero si è spostato ad Agordo, dove ha atteso un eventuale miglioramento fino alle due, quando, perdurando le condizioni negative, l'equipaggio è rientrato. Alle 3 c'è stato un piccolo miglioramento, ma l'eliambulanza di Trento - prevista in avvicinamento in mezz'ora - non è comunque potuta partire a causa delle condizioni meteo.

Alle prime luci dell’alba è quindi arrivato l'elicottero dell'Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, che ha atteso si aprisse un varco tra le nuvole persistenti per decollare. Alle 6.25 due soccorritori sono stati imbarcati e l'elicottero è salito all'altezza della cengia circolare, dove uno di loro è sceso ed è andato incontro al ragazzo, in buone condizioni di salute anche se scosso. Caricato a bordo, il ventitreenne è stato portato fino al campo base ai Piani di Pelsa e da lì accompagnato al Rifugio Vazzoler.

L’elicottero è poi nuovamente volato verso la parete per cercare il ragazzo precipitato, il 27enne G.D.C.B. Il corpo senza vita era finito 180 metri più in basso, in un canalino sotto l'arrivo delle doppie. Sbarcati 7 soccorritori, sono stati attrezzati gli ancoraggi per calarsi e recuperare la salma con l’aiuto dell’elicottero del Suem di Pieve di Cadore.

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