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Sabato, 29 Gennaio 2022
Inchieste / Salerno

Crack pasta Amato, indagati 'quelli' del Monte Paschi Siena

La procura della Repubblica di Salerno ha emesso un avviso di garanzia a carico di Mussari, Franco Ceccuzzi, Marco Morelli e Paolo Del Mese: l'ipotesi è concorso in bancarotta

Si fa sempre più intricata la matassa relativa al fallimento del pastificio Amato: la procura della Repubblica di Salerno ha infatti emesso quattro avvisi di garanzia, uno dei quali a Giuseppe Mussari, già coinvolto nel groviglio giudiziario relativo al Monte dei Paschi di Siena.

Lo riporta il quotidiano la Città di Salerno. Gli inquirenti, secondo quanto si è appreso, contestano un finanziamento di 17 milioni di euro erogato ad una società immobiliare, la "Re", costituita nel 2008 e controllata da una società off shore di Malta, che sempre secondo i magistrati avrebbe a sua volta finanziato, con altri dieci milioni di euro, il progetto di riconversione e riqualificazione dell'ex pastificio Amato di Salerno. Il pm Vincenzo Senatore ha emesso avvisi di garanzia a carico di Giuseppe Mussari, Franco Ceccuzzi (candidato a sindaco di Siena per il Pd), Marco Morelli (ex vicedirettore generale della banca senese) e di Paolo Del Mese, ex deputato salernitano e già coinvolto nel crac Amato. L'ipotesi di reato è di concorso in bancarotta. I quattro sono stati convocati per la settimana prossima per gli interrogatori.

Lì dove c'erano capannoni industriali dismessi, gli Amato avrebbero realizzato un centro direzionale e residenziale di lusso, su progetto dell'architetto francese Jean Nouvel. Il progetto è rimasto sulla carta, ma l'operazione finanziaria rifiutata da diversi istituti di credito andò in porto nel 2008. Mussari, Ceccuzzi, Morelli, e Del Mese parteciparono a una cena nella villa degli Amato nel 2006. Alla serata conviviale, scrive il quotidiano la Città di Salerno, c'era anche il sindaco Vincenzo De Luca.

Due anni dopo quella cena viene concesso il finanziamento di 17 milioni di euro che per la procura salernitana fu agevolato dall'intercessione di Del Mese, all'epoca presidente della commissione Finanze della Camera dei Deputati.

Dalle indagini della guardia di finanza del comando provinciale di Salerno è emerso che sia Del Mese, sia Simone Labonia, avrebbero percepito centinaia di migliaia di euro da una società della famiglia Amato senza una giustificazione di tipo professionale. E sempre Del Mese, ancora agli arresti nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento, nel 2011, del pastificio Amato, avrebbe accompagnato per primo gli imprenditori a Siena presso gli uffici del Monte dei Paschi di Siena. Il nuovo filone d'indagine parte proprio dalla lunga e complessa inchiesta sul fallimento del pastificio, sfociata in due processi, a Roma e a Salerno che riprenderanno a marzo prossimo.

Sono ventotto gli imputati accusati di aver prosciugato le casse del pastificio Amato quando ormai la crisi della società era irreversibile. Le ipotesi di reato vanno dalla bancarotta fraudolenta alla distrazione di beni per 47 milioni di euro e di un crac di quasi cento milioni. Nello stralcio Giuseppe Amato junior ha patteggiato 3 anni e 6 mesi di carcere, Antonio Amato senior 3 anni e Antonio Amato junior 1 anno e 11 mesi di reclusione. Paolo Del Mese è detenuto nel carcere di Fuorni a Salerno in attesa che la Corte di Cassazione decida su una sua richiesta di scarcerazione per ragioni di salute. L'avvocato Simone Labonia è stato invece posto ai domiciliari nei giorni scorsi su disposizione del tribunale del riesame. (da Salerno Today)

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