Domenica, 26 Settembre 2021
CINA

Morire nel sonno per il troppo lavoro

Succede a Dongguan, la vecchia città-fabbrica della Cina. Circa 600mila le morti l'anno. Turni estenuanti e assenza di riposo le cause

L'ultimo in ordine di tempo è stato Liu, giovane ingegnere di 33 anni: aveva lavorato per 31 giorni consecutivi e aveva fatto anche 190 ore di straordinario. E' morto nel sonno il 9 aprile scorso e la causa sarebbe proprio il troppo lavoro. Lavorava dodici ore al giorno: dalle otto del mattino alle 21.30, con due pause da mezzora per i pasti. L'azienda si è giustificata dicendo che è stata una sua scelta lavorare e che gli straordinari sarebbe stati pagati.

Liu è nelle statistiche uno degli oltre 600 mila lavoratori cinesi che muoiono ogni anno per troppo lavoro. Con l'aumento del Pil è aumentato anche il costo della vita e la nuova generazione che inizia adesso a lavorare è nata nel periodo in cui vigeva la legge del figlio unico. Così pochi giovani sentono sulle proprie spalle la pressione della famiglia, quella dei capi e infine lo stress da assenza di riposo.

LA KAROSHI - C'è un termine nipponico per definire le morti da troppo lavoro: karoshi. Con l'apertura al libero mercato la Cina ha però superato il Giappone: il numero dei giovani lavoratori cinesi che muore così è in aumento. Basti pensare che nel decennio 90-99 erano stati registrati 231 casi di questo tipo, mentre tra il 2000 e il 2010 ne sono stati registrati ben 893.

 La morte arriva durante il sonno, unico momento di riposo che il lavoratore si concede, e avviene per arresto cardiaco. Solitamente muoiono giovani operai che migrano dalle zone povere alle zone industriali della Cina. E' stata la Scuola di Medicina Zhongshan a lanciare l'allarme, con uno studio che riguarda proprio la città di Dongguan, dove il 90% delle persone che sono morte misteriosamente per arresto cardiaco nel sonno sono operai.


DONGGUAN - La città dove si concentrano più morti di questo tipo è Dongguan. Qui abitano circa 50 milioni di persone per la maggior parte impiegate nei numerosi stabilimenti che qui sorgono, tanto che per la Cina Dongguan è una città-fabbrica. Tra gli abitanti un alto tasso di migranti, impiegati come operai nelle fabbriche.

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