Mercoledì, 28 Ottobre 2020
Cronaca

Eleonora, morta dopo aver rifiutato la chemio: la Procura di Padova apre un'inchiesta

Il fascicolo al momento non ha indagati o ipotesi di reato. Per il padre, la scelta di Eleonora di rifiutare la chemioterapia per curare la leucemia era stata consapevole

La procura di Padova ha aperto un'inchiesta conoscitiva sulla morte di Eleonora Bottaro, la 18enne di Bagnoli stroncata dalla leucemia dopo aver rifiutato la chemioterapia. L'indagine è affidata al procuratore aggiunto Valeria Sanzari. Il fascicolo non ha, al momento, indagati o ipotesi di reato. 

Dopo aver diagnosticato la malattia, i medici avevano consigliato per Eleonora dei cicli di chemioterapia. I genitori della ragazza, che rifiutavano la medicina tradizionale, avevano però firmato le dimissioni dall'ospedale della figlia, all'epoca ancora minorenne. L'Usl locale aveva segnalato il caso al tribunale dei minori di Venezia, che aveva tolto la potestà genitoriale alla famiglia, affidando Eleonora alla tutela di un medico. La famiglia si era opposta e, con il supporto di un avvocato, erano riusciti a far curare la figlia in Svizzera con preparati a base di cortisone e vitamina C.

Per Lino Bottaro, padre di Eleonora, la scelta della figlia era stata libera e consapevole, influnzata solo dalla morte di una sua compagna di scuola, stroncata anche lei dalla leucemia. "I genitori hanno rispettato in ogni modo e forma la volontà di Eleonora. Volontà espressa ripetutamente davanti a me e al collega Roberto Mastallia, uno dei più grossi esperti di diritti sanitario d'Italia. Se la Procura dovesse decidere di aprire fascicoli sulla vicenda siamo pronti, ma non ne capirei la ragione sinceramente", aveva detto Gian Mario Balduin, legale della famiglia Bottaro, citato dal Gazzettino.

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Sulla questione è intervenuta anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha parlato di un "problema di decadimento della cultura scientifica". "Nel nostro Paese mancano elementi di conoscenza diffusa su cosa sia un metodo scientifico, come si forma un farmaco, come giudicare le terapie che ci vengono proposte", ha detto il ministro intervistata nel programma L'aria che tira su La7. Secca la replica dell'avvocato Roberto Mastallia, che ha seguito da vicino la vicenda di Eleonora: "Non siamo davanti a scienza o antiscienza, non è un problema di medicina ma di diritti costituzionali previsti dall'articolo 32, ovvero che nessuno può essere sottoposto ad un trattamento sanitario contro la sua volontà se è capace di intendere e di volere".

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