Giovedì, 21 Ottobre 2021
Morte Ciro Esposito

Ciro Esposito, cronaca di un mistero: "Fra complici invisibili e omertà"

Il mistero sulle coltellate a De Santis, l'arresto di Genny 'a carogna, il buio sul commando dell'Olimpico e un'indagine ancora aperta su una vittima: Angelo Pisani, l'avvocato della famiglia Esposito, racconta la sua verità a Today.it

ROMA - Un po' come se il casco nero che indossavano gli aggressori avesse finito per oscurare anche tutto il resto. Un po' come se la verità fosse alla fine di una via, magari Tor di Quinto, bloccata dal corpo di un ragazzo steso a terra senza vita. Proprio lì al centro della strada. Un po' come se fosse impossibile credere che un napoletano, un giovane delle vele di Scampia, sia stato ucciso, ammazzato, da un "omone" di Roma, capitale d'Italia. Sembra che "qualcuno", "qualche invisibile", stia facendo il possibile per trasformare Ciro Esposito, il tifoso napoletano ucciso a colpi di pistola il tre maggio scorso fuori dall'Olimpico, da vittima a carnefice. E Angelo Pisani, l'avvocato della famiglia Esposito, non ci sta. Non ha individuato ancora quegli "invisibili", ma è certo che qualcuno stia provando a trasformare la realtà. Le misteriose coltellate su De Santis prima, l'arresto di Gennaro De Tommaso poi, non gli lasciano dubbi. 

Avvocato Pisani, il pronto soccorso dell'ospedale Gemelli, dove fu ricoverato Daniele De Santis, non si accorse delle ferite da arma da taglio. I referti dell'ospedale del carcere di Regina Coeli e di quello di Viterbo parlano invece di quattro ferite. Com'è possibile? 
Credo francamente sia impossibile che sul corpo di De Santis ci fossero quattro tagli. Altrimenti ci sarebbe stato un gravissimo errore del pronto soccorso del Gemelli, ma è molto strano che non si notino quattro ferite sanguinanti che avrebbero addirittura avuto bisogno di punti di sutura. Come ci si può accorgere dei tagli solo cinque giorni dopo? E' assurdo. Poi una persona con quattro ferite con che forza avrebbe sparato e ucciso?

Insomma sembra non credere alla versione dell'aggressione subita da De Santis? Sono voci messe in giro con qualche scopo?
Ogni volta che sta per iniziare un procedimento per accertare la verità escono fuori le coltellate per far passare un omicidio come presunta difesa. L'aggressore, che è De Santis, deve mettere in conto la reazione degli aggrediti. Come si può pensare di lanciare bombe su un pullman e non essere aggredito. Ma questo comunque non dimostra che De Santis sia stato accoltellato. 

Ci sono impronte di napoletani sul coltello? Cosa dicono gli atti ufficiali?
Assolutamente no, sul coltello non è stata trovata nessuna impronta digitale. C'è un alone di sangue di De Santis ma lo stesso De Santis ha perso sangue anche sulla pistola quindi non è per nulla impossibile che anche il sangue sul coltello sia il suo. E' molto più logico che il coltello sia di chi porta bombe, pistole e si aggira armato fino ai denti piuttosto che sia di un ragazzo incensurato che ha messo a rischio la sua vita, che la sua vita l'ha sacrificata, per salvare bambini e famiglie. 

Ciro Esposito è ancora formalmente indagato? 
Ciro è morto e naturalmente non può più pagare nessuna presunta colpa. Ma c'è una giurisprudenza che tende a salvare la memoria. Per noi comunque il processo sarà un modo per legittimare il suo sacrificio e per fargli riconoscere il ruolo di vittima di questo atto paraterroristico. Ma è certo che Ciro non può essere né condannato né altro. 

Una vittima ancora indagata e cinque persone - tutti tifosi del Napoli - arrestate più di quattro mesi dopo i fatti. Il vero "mostro" è Gennaro De Tommaso, Genny 'a carogna, o De Santis? 
Avremmo dovuto parlare degli spari e siamo qui a parlare di presunte coltellate. Genny è un capro espriatorio di questa situazione. Siamo arrivati al punto che non si riflette sull'assassino, sulle motivazioni e sui complici invisibili. A qualcuno è servito Genny per sviare l'attenzione. 

Chi è questo "qualcuno"? Chi sono questi "complici invisibili"? La madre di Ciro ha parlato di servizi deviati, cosa ne pensa lei?
Ogni dubbio della madre di Ciro è comprensibile e giustificato per il dolore per la perdita di un figlio e per la paura di non avere giustizia. Io non parlo di servizi segreti deviati ma parlo delle persone che erano con il De Santis quel giorno. 

Ci sono quattro indagati dalla procura di Roma per "concorso in omicidio". Si riferisce a loro?
Sì, sono in quattro e sono indagati ma chi sono? Io, e sono il legale della parte offesa, non lo so ancora. A quasi cinque mesi dalla morte di Ciro non si sa perché il De Santis e gli altri quattro abbiano fatto quello che hanno fatto. Dopo cinque mesi questo signore ancora non parla, con un'omertà incredibile. 

Secondo lei, "qualcuno" - magari gli stessi a cui si riferiva prima - ha interessi a fare uscire pulito De Santis da questa storia?
Non lo so, ma lo temo. Ma vorrei fosse chiaro che chiunque ci proverà, proverà a vuoto a salvarlo. Dobbiamo avere prove certe e in quel caso pretendere le pene previste. Vogliamo semplicemente giustizia. 

Che prove avete in mano? Crede di riuscire a dimostrare le colpevolezza di De Santis?
Tutti i testimoni che abbiamo ascoltato, le testimonianze che abbiamo raccolto individuano in De Santis l'aggressore. 

Anche Ciro lo ha riconosciuto?
Sì, Ciro in un momento di massima lucidità lo ha visto in foto e ha detto che era stato lui a sparargli. Ora purtroppo Ciro non potrà raccontarlo ancora. 

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