Lunedì, 1 Marzo 2021
Torino

Operaio morto per la puntura di una vespa: condannato a un anno il titolare

Davide Zangara morì per choc anafilattico nel 2014: "Il titolare avrebbe dovuto prevedere che l'operaio, lavorando all'aria aperta, potesse essere punto"

Foto simbolo

Un imprenditore è stato condannato a un anno per omicidio colposo perché il suo dipendente morì punto da una vespa. E' quanto ha deciso il tribunale di Ivrea a conclusione del processo di primo grado. Un anno di carcere con sospensione condizionale della pena. E' la pena inflitta dal giudice monocratico di Ivrea Ludovico Morello a un imprenditore di 46 anni di Monteu Roero (Cuneo), titolare dell'impresa per cui lavorava Davide Zangara, operaio 44enne di Gassino Torinese morto per choc anafilattico dopo la puntura di un insetto, presumibilmente una vespa, nel giugno 2014 mentre sistemava un lampione dell'illuminazione pubblica a Brozolo.

Il pm Giuseppe Drammis, che rappresentava l'accusa, aveva chiesto una pena di due anni, sostenendo che se il lavoratore non fosse stato solo avrebbe potuto essere soccorso in modo più efficace. Per l'accusa il titolare avrebbe dovuto prevedere che Zangara, lavorando all'aria aperta, potesse essere punto da un insetto. I familiari di Zangara sono stati rappresentati nel processo da un collegio composto dagli avvocati Luigi Chiappero, Paola Giusti e Maria Turco. Il suo datore di lavoro dagli avvocati Valentina Sandroni e Stefano Campanello, che annunciano ricorso in appello, scrive TorinoToday.

"E' un verdetto che non condividiamo - commenta Campanello -. Al nostro cliente non era noto che il suo dipendente potesse essere soggetto a choc anafilattico. Gli esperti sentiti hanno inoltre sostenuto che fosse passato troppo poco tempo tra la puntura e il tragico decesso. Non sarebbe stato possibile comunque un soccorso efficace".

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