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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Brindisi

Attentato di Brindisi, le reazioni. Don Ciotti: "Questi ragazzi non si arrenderanno"

Il presidente di Libera ricorda l'impegno dei giovani brindisini. Il ministro Cancellieri: "Presto per qualsiasi ipotesi". Riccardi: "Chi sa, parli". Vendola: "E' il dolore di tutti i genitori"

Presidi, sit in, lutto in tutta Italia. Il Paese prova a reagire alla tragedia di Brindisi e lo fa nell'unico modo possibile: stringersi attorno alla lotta alla mafia. "Non arrendersi ma mostrare a chi vorrebbe che l'Italia precipitasse in una spirale di paura e terrore la forza e la determinazione del Paese dei Falcone e dei Borsellino". Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, non mostra paura ma rabbia.

E tanta determinazione. "In Puglia ci sono beni confiscati alle mafie dove tanti giovani si danno da fare per ridare a questo nostro paese più legalità, più dignità, più lavoro, più giustizia sociale. Lo stesso avviene in tante scuole della Regione e del paese dove i ragazzi come quelli colpiti oggi dall'attentato - prosegue - imparano non solo le materie del sapere ma anche l' alfabeto della cittadinanza e della corresponsabilità. Che questo fatto violento, incredibile, non può farci dimenticare la meraviglia di questi ragazzi impegnati a costruire il loro ma anche il nostro futuro". 

Il ricordo del parroco di Mesagne 

Attentato Brindisi: la manifestazione a Piazza della Vittoria | foto G.Rizzi

Le reazioni:

Il sindaco Consales - "Ci sono troppe coincidenze in questa vicenda... Mi auguro che siano solo tali, anche se in questo momento la nostra unica preoccupazione è quella dei ragazzi". Lo ha detto il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, all'Ansa, rispondendo ad una domanda sulla possibile matrice mafiosa dell'attentato. Le "coincidenze" citate dal sindaco riguardano l'arrivo oggi a Brindisi della Carovana antimafia, il fatto che l'attentato sia avvenuto a qualche giorno dal ventesimo anniversario della strage di Capaci dinanzi ad un istituto intitolato a Francesca Morvillo e a Giovanni Falcone.

LA PISTA DELLA VENDETTA - Nel territorio brindisino, in particolare quello di Mesagne, cittadina che è stata la culla della Sacra corona unita, solo dieci giorni fa fu compiuta dalla polizia una imponente operazione contro i clan per associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione consumata e tentata, porto e detenzione illegale di arma da sparo, danneggiamento aggravato e incendio aggravato. Ed è proprio quella della 'vendetta' che si stanno incentrando le indagini delle forze dell'ordine.

Il ministro Cancellieri - "Non sono in grado di dire quale sia il filone che abbia condotto questo atto criminale e non posso vedere un collegamento con il ventennale della strage di Capaci, ma serve un'analisi più accurata degli inquirenti. È un fatto di inaudita gravità e sento solidarietà alle famiglie delle vittime. Pista mafiosa? Qualsiasi ipotesi sarebbe prematura, sul posto abbiamo le migliori risorse disponibili e vediamo cosa emergerà". È quanto riferito in diretta a Tgcom24 dal ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri in merito all'attentato di Brindisi di questa mattina all'ingresso della scuola Morvillo Falcone. Quello brindisino "è un territorio molto delicato e i giorni scorsi ho incontrato parlamentari del luogo che mi avevano sottolineato la gravità della realtà brindisina e di Mesagne in particolare. Io non mi sto recando sul posto ma arriverò lunedì con la speranza di poter dare risposte più certe". 

Il ministro Riccardi - "Il grido di dolore che si alza dalla scuola di Brindisi è il grido dell'Italia intera. Chi colpisce i ragazzi, colpisce il cuore e il futuro di un Paese". Lo ha detto il ministro della Cooperazione e dell'Integrazione Andrea Riccardi con delega alla Gioventù. Il ministro si è detto "impietrito e turbato per il gravissimo, crudele attentato" e ha espresso "vicinanza e solidarietà" alle famiglie colpite. "Lo Stato, la società, i cittadini - continua - devono manifestare, non solo a parole, la condanna per questo gesto ignobile e criminale. Davanti alla strazio insostenibile dei familiari, gli autori dell'attentato abbiano un sussulto di umanità e si consegnino alla magistratura. E chi sa o ha visto collabori".

Il ministro Severino -  L'intitolazione della scuola a Giovanni Falcone e Francesco Morvillo; l'esplosione arrivata pochi giorni prima del ventesimo anniversario della strage di Capaci; il fatto che l'istituto avesse partecipato al concorso sulla legalità, sono elementi che "fanno riflettere" ma "se vogliamo reagire seriamente non dobbiamo fare diagnosi anticipate e avventate". Lo afferma ai microfoni di Sky Tg24 il ministro della Giustizia Paola Severino, a proposito dell'esplosione di Brinidisi. "Ho sentito naturalmente il ministro Cancellieri - aggiunge - e ci recheremo entrambe a Brindisi, per parlare con gli inquirenti e gli investigatori proprio per avere un'informazione diretta, ma certamente in questo momento non solo non me la sento di dare indicazioni nell'un senso o nell'altro, ma credo che sarebbe sbagliato, perchè soltanto una volta che saranno individuate le piste investigative e si saranno consolidate potremo fare queste diagnosi. Ecco perchè in questo momento credo che tutto il Paese si debba raccogliere intorno all'immenso dolore delle famiglie per la perdita di queste giovani vite, al resto bisogna pensare con grandissima serietà, con grandissima determinazione, ma dobbiamo farlo individuando la fonte di questo attentato". 

Il presidente Vendola - "È il dolore di Brindisi e di tutti i genitori". Lo ha detto poco fa il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola giunto davanti all'ospedale 'Perrino' di Brindisi per fare visita ai feriti dell'attentato di stamane davanti all'istituto professionale 'Morivllo-Falcone'. "E' inaccettabile che un qualunque disegno criminale possa arrivare a colpire la cosa più sacra: i figli. Una strage in una scuola è un fatto senza precedenti". 

Associazione nazionale magistrati - "Un gesto palesemente diretto a scardinare la civile convivenza e i valori fondanti di cui vive la nostra democrazia". Così, in una nota, il Comitato direttivo centrale dell'Anm definisce l'attentato di Brindisi, manifestando "profonda indignazione e sdegno" ed esprimendo "ferma condanna". L'Anm sottolinea la "particolare e inusitata gravità di un attentato diretto contro giovani studenti, contro la Scuola, contro un Istituto intitolato a nomi simbolo, per la collettività nazionale, della lotta per la legalità, in coincidenza di una delle tante manifestazioni che in questi giorni si stanno tenendo in tutta Italia per commemorare le stragi del 1992 e per ribadire il fermo rifiuto di ogni forma di violenza. L'Associazione nazionale magistrati si unisce commossa e addolorata alle famiglie delle vittime condividendone il dolore e ribadisce l'impegno di sempre di tutti i magistrati nella strenua difesa della legalità, della democrazia e dei valori costituzionali".

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