Sabato, 8 Maggio 2021
uranio impoverito

Salvatore, ucciso dall'uranio impoverito: condannato il ministero della Difesa

Salvatore Vacca, caporalmaggiore della "Sassari", venne colpito da una leucemia acuta al ritorno da una missione in Bosnia. La decisione "storica" della Corte d'Appello dopo una lunga battaglia processuale

Peppina Secci, madre di Salvatore Vacca

Una sentenza "storica". Il 9 settembre 1999 moriva di leucemia acuta Salvatore Vacca, caporalmaggiore della "Sassari", a 150 giorni dal rientro da una missione in Bosnia. La sua morte, come quella di decine di commilitoni, venne attribuita all'esposizione all'uranio impoverito, impiegato in alcune missioni all'estero come arma non convenziale.

Oggi, a quasi 17 anni di distanza, la Corte d'Appello di Roma ha condannato il ministero della Difea per omicidio colposo, dando così ragione alla madre del militare dopo una lunga battaglia processuale. Lo riporta il Corriere della Sera. 

Secondo i giudici, il ragazzo venne esposto senza "alcuna adeguata informazione sulla pericolosità e sulle precauzioni da adottare"  all'uranio impoverito delle armi. Inoltre, secondo la sentenza, esiste un collegamento causale "tra zona operativa ed insorgenza della malattia", nonché tra il caso di Salvatore e "i riferimenti provenienti dalla letteratura scientifica". 

Un breve spezzone della trasmissione "Report" dedicata al caso di Salvatore Vacca ed agli altri morti di uranio impoverito. 

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