Giovedì, 26 Novembre 2020
Messina

Cinque vittime nell'esplosione della fabbrica di fuochi d'artificio: si indaga per strage colposa

Tragico bilancio dopo l'esplosione che ha distrutto l'azienda della famiglia Costa a Barcellona Pozzo di Gotto, tra le più importanti e rinomate della zona

foto Ansa

È di cinque morti e due feriti gravi il bilancio della terribile esplosione che ha devastato una fabbrica di fuochi d'artificio a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, nel tardo pomeriggio di ieri. Tra le vittime ci sono Venera Mazzeo, 71 anni, moglie del titolare della ditta, insieme Vito Matteo, 23 anni, Giovanni Testaverde, 34 anni, e un terzo operaio di 39 anni. Il corpo di una quinta vittima è stato ritrovato poi dopo le 22.

Nino Costa, figlio del titolare, ha riportato gravi ustioni di secondo e terzo grado ed è stato trasferito al Centro Grandi Ustionati di Palermo. Vito Costa, titolare della fabbrica, si è salvato. All'ospedale Fogliani di Milazzo si trovano l'altro figlio di Costa, Bartolomeo, e l'operaio Antonio Bagnato, che lavorava per conto della ditta impegnata nei lavori di infissi all'azienda, che si trova in località Femminamorta.

Quattro delle vittime sarebbero proprio operai della ditta che stava lavorando nel deposito della famiglia Costa, a quanto pare per collocare nuove porte di sicurezza, scrive MessinaToday. Secondo il procuratore capo di Barcellona Pozzo di Gotto, Emanuele Crescenti, l'azienda Costa aveva dato incarico all'impresa esterna Bagnato di Milazzo di eseguire gli interventi per rendere più sicura la fabbrica. A provocare l'esplosione sarebbe stata una scintilla prodotta dal flex utilizzato dalla ditta esterna. La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha aperto un'inchiesta per strage colposa.

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Esplosione nella fabbrica di fuori d'artificio: la storia della famiglia Costa

L'azienda Costa è nota in tutta la Sicilia per la decennale produzione di giochi pirotecnici.  I nonni del titolare sono stati i primi a salutare con i giochi d’artificio l’arrivo di Garibaldi a Merì prima della celebre battaglia di Milazzo.

Quella dei fuochi è una tradizione per tante famiglie di Messina e provincia. Una delle realtà più “forti” insieme a Trecastagni e Viagrande. come i Tumore, Costa, Ferlazzo, Materia, Arigò ma anche i Materia di Brolo, hanno fatto la storia dei botti. Una storia che in Sicilia comincia già nel Seicento quando li chiamavano i “bummara” o “jocafucara”. Non c'era festa religiosa, neanche allora, in cui mancassero. A Messina e Catania costruivano un grande castello di legno pieno di razzi che veniva incendiato subito dopo le funzioni religiose e nonostante le proibizioni delle autorità ecclesiastiche, l'usanza resistette a lungo. I nomi dei giochi d'artificio sono altrettanto coloriti: “Botti di masculi”, “sorfarelloni d'aria”, “fontane” e “mortaretti”. Con le scoperte della chimica, arrivarono i colori, consentendo così agli esperti siciliani di cimentarsi nei giochi d'artificio più complessi e spettacolari. Oggi, sono presenti ovunque. Non solo per le feste religiose o compleanni, matrimoni. Ci sono negli eventi più importanti a livello nazionale. 

Esplosione nella fabbrica di fuochi d'artificio, la testimonianza

Il boato è stato così forte che ha fatto tremare muri e vetri anche nei pressi della stazione vecchia di Barcellona, secondo le testimonianze raccolte da MessinaToday. "È stato così forte il boato che abbiamo pensato a un terremoto. Una strage che ripropone ancora una volta il dramma delle morti bianche nel nostro paese", è la dichiarazione di Cosimo Recupero che nome di tutto il Partito socialista di Barcellona Pozzo di Gotto, che ha espresso "a titolo personale e a nome di tutto il partito" vicinanza alle famiglie colpite da questo grave lutto.

 Il dibattito sulla sicurezza sul lavoro

Su Twitter la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha scritto: "Potenziare la sicurezza sul lavoro è un mio obiettivo primario: presto sarà operativa la patente a punti che premia le aziende virtuose". Ancora su Twitter è arrivato anche il commento della segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan: “La tutela della vita e la prevenzione degli incidenti dovrebbero venire prima di ogni logica di profitto".

"Non si può andare al lavoro come se si andasse in guerra – ha affermato in una nota il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo - La sicurezza e la salute dei lavoratori devono diventare, sempre e per tutti, priorità assolute".

Anche il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè ha espresso “cordoglio personale alle famiglie delle vittime dell’esplosione avvenuta oggi pomeriggio a Barcellona Pozzo di Gotto. Esplosione in cui hanno perso la vita tre persone che lavoravano nel deposito di fuochi d’artificio. Un altro lavoratore è stato trovato vivo dai vigili del fuoco, mentre un altro risulta ancora disperso. Un ringraziamento ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine che stanno operando sul luogo dell’incidente alla ricerca di eventuali feriti e per ricostruire la dinamica dello scoppio”.

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