Lunedì, 27 Settembre 2021
Immigrazione / Palermo

Barcone si rovescia in mare: morti 9 migranti

Nuova tragedia dell'immigrazione nel Canale di Sicilia. Con il bel tempo sono ripresi i viaggi delle "carrette del mare" verso l'Italia: stamattina i cadaveri sono stati recuperati, in salvo 144 persone. Unhcr e Cir: "Fallimento dell'operazione Triton"

PALERMO - Nuova tragedia dell'immigrazione nel Canale di Sicilia. Un barcone carico d'immigrati si è rovesciato ad un'ottantina di miglia dalla costa libica. La Guardia Costiera ha recuperato 9 cadaveri, mentre sono state tratte in salvo 144 persone. 

NUOVI SBARCHI - Con il miglioramento delle condizioni meteorologiche, nel Canale di Sicilia è ripreso in modo consistente il flusso di migranti provenienti dal Nord Africa e diretti verso l'Europa. Secondo quanto comunicato via Twitter dalla Guardia Costiera, sono stati 2.782 i migranti salvati nel fine settimana nel Mediterraneo, con 1.116 persone soccorse solo nella giornata di ieri. Tra venerdì e sabato, invece, sono stati 978 i migranti tratti in salvo in tre diverse operazioni con la collaborazione di Marina Militare e navi mercantili.

OLTRE 500 MORTI IN 3 MESI - L'Alto commissariato delle Nazioni unite per i Rifugiati esprime "profondo dolore per l'ennesima tragedia nel Mediterraneo" che ha causato la morte di almeno 9 persone, un numero "ancora provvisorio e che potrebbe salire ulteriormente". L'Unhcr elogia l'impegno dimostrato dalle autorità italiane, che durante gli ultimi tre giorni hanno soccorso 5.500 migranti e rifugiati in mare, tuttavia rinnova "l'appello urgente" affinché il soccorso in mare "venga rafforzato e diventi di gestione europea". I morti nel Mediterraneo nel 2015 infatti sono ben oltre 500, un numero trenta volte più alto rispetto allo stesso periodo del 2014. "Questi dati - spiega - dimostrano che le attuali forze in campo non sono sufficienti ad affrontare i flussi attuali e che senza adeguate operazioni di monitoraggio, ricerca e soccorso in mare è inevitabile che molte altre persone perderanno la vita nel tentativo di raggiungere la salvezza in Europa".

COLPA DI "TRITON" -  Il numero delle persone morte nel Mediterraneo continua inesorabilmente ad aumentare: un bilancio che nel corso del 2015 si è fatto ancor più drammatico rispetto agli anni precedenti. Il Consiglio Italiano dei Rifugiati (Cir) denuncia che questo aumento non è casuale, ma è dettato dall'insufficienza dell'operazione Triton e delle politiche europee. "Alla guardia costiera e alla marina militare italiana - afferma il direttore del Cir, Christopher Hein - va il nostro grande apprezzamento: senza il loro continuo intervento e il loro coordinamento con le navi commerciali, questa macabra conta vedrebbe numeri sicuramente maggiori. Ma dobbiamo purtroppo rimarcare ancora una volta l'assenza totale di un adeguato intervento europeo. Nonostante le tante richieste non è  stato elaborato alcun nuovo orientamento strategico e non sono cambiate le regole di ingaggio di Frontex. E' evidente che il salvataggio in mare di migliaia di persone non può rimanere un tema solo italiano".

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