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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Mattanza

Quattro morti sul lavoro in 24 ore (due erano in nero): i tanti perché di una strage quotidiana

La quota delle mille morti bianche nel 2021 è stata già abbondantemente superata. Qualcosa in più rispetto al passato per la sicurezza è stato fatto, ma non basta

Ieri, nel giorno dello sciopero generale, quattro morti sul lavoro. La strage quotidiana continua. Un operaio è morto dopo essere caduto da un'impalcatura a Ischia, un altro da una gru, a Massafra. Altro dramma in Campania, a Montecorvino Pugliano. Dopo ore di agonia è deceduto un operaio di 60 anni a Tortolì in Sardegna. Due tra le vittime di ieri non erano neanche regolarmente assunte. I casi di decesso tra gennaio e ottobre (1.017) confermano l'emergenza: una media di oltre 3 al giorno secondo l'ultimo report dell'Inail disponibile. Se si considerano gli infortuni non mortali, il ritmo è impressionante: uno ogni 50 secondi.

A Ischia, Vittorio Tommasone, un uomo di 59 anni, è precipitato da un'impalacatura mentre lavorava in un cantiere edile nel comune di Forio senza regolare contratto. Nel Tarantino, Luigi Aprile, 51 anni di Massafra, operaio,  stava spostando una gru da un camion, quando il macchinario si è inclinato facendogli perdere l'equilibrio: è precipitato da un'altezza di 10 metri. Il segretario generale della Cisl di Taranto Gianfranco Solazzo parla di "eventi indegni di un Paese civile", auspicando ispezioni e controlli.  A Montecorvino Pugliano in provincia di Salerno, Pierino Oronzo, 55 anni, è morto mentre lavorava "in nero". Si è accasciato sul bitume rimanendo ustionato: forse a causa dei fumi esalati durante la posa della guaina su un immobile, o forse per un malore. Adriano Balloi, un operaio di 60 anni a Tortolì in Sardegna, rimasto incastrato sotto un mezzo meccanico di movimentazione terra nella costruzione di una casa, è morto dopoi ore di agonia. Una mattanza.

La quota dei 1.000 morti sul lavoro nel 2021 è stata già abbondantemente superata: nessuna legge può arginare la strage? La fascia di età over 50 è la classe maggiormente colpita. Non si può non notare che in parte c'emntri anche il boom dei bonus edilizi, che hanno di fatto moltiplicato i cantieri nelle città e nei paesi, da nord a sud, ovunque. Sulle impalcature ci vanno spesso operai di cinquanta e sessant'anni. in Italia gli operai edili over 50 e 60 sono costretti ad arrampicarsi sui ponteggi dei cantieri perché, tra intermittenza dei contratti e lavoro nero, non riescono a raggiungere i contributi per la pensione. Oppure se li raggiungono, l'assegno sarebbe troppo basso. Così il boom dei cantieri per i vari bonus edilizi, ha fatto aumentare in misura esponenziale gli incidenti dei muratori "anziani".  Anche per questo in legge di bilancio c'è un emendamento, chiesto a gran voce dalla Cgil tra gli altri, che allarga i requisiti dell'Ape sociale, riducendo i contributi degli edili da 36 a 30 anni per accedere all'anticipo pensionistico. 

Il decreto approvato due mesi fa dal governo Draghi permette di intervenire sulle imprese che non rispettano la prevenzione o che utilizzano lavoratori senza contratto, con sospensione dell'attività se il 10% del personale in azienda è senza contratto (prima era il 20%). Il decreto sancisce anche l'inasprimento delle sanzioni se vengono accertate violazioni in materia di sicurezza e multe raddoppiate nei confronti delle imprese recidive. L'Ispettorato nazionale per i controlli ha avuto un aumento di personale nell'ordine delle mille unità. Evidentemente non basta: Asl, regioni, Inail, Inps, l'Ispettorato e prefetture "finora non hanno brillato quanto a collaborazione" nota oggi la Stampa. Restano da vincere le resistenze burocratiche che rendono inapplicabili le norme, così come le “gelosie” tra poteri in campo. Il tempo è scaduto.

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