Sabato, 23 Ottobre 2021
Ancora vittime

Morti sul lavoro, la strage quotidiana non si ferma

Oggi due operai sono morti in due incidenti in cantiere, uno nel trevigiano e uno nell'alessandrino. A Firenze è deceduta in ospedale la magazziniera travolta da un bancale mentre lavorava in azienda lo scorso 2 settembre. Il governo al lavoro su un nuovo decreto, con modifiche e assestamenti della normativa esistente e pene immediate e più severe

Ancora tragedie sul lavoro. Un operaio edile di 48 anni è morto in un incidente avvenuto all'interno di un cantiere a Caerano San Marco, in provincia di Treviso, mentre un 54enne è stato trovato morto all'interno di un'azienda a Coniolo Monferrato, nell'alessandrino. A Firenze è morta oggi una donna di 58 anni, rimasta ferita lo scorso 2 settembre dopo essere stata travolta da un bancale nel magazzino dell'azienda in cui lavorava a Scandicci. 

Il governo è al lavoro su un nuovo decreto sulla sicurezza sul lavoro e il presidente del Consiglio Mario Draghi ha convocato per giovedì mattina a palazzo Chigi i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. 

Altre morti sul lavoro

A Caerano San Marco (Treviso) ha perso la vita Nazif Ajdarovsky, 48enne macedone, rimasto gravemente ferito da un pesante pannello di metallo che gli è caduto addosso da un'altezza di due metri e mezzo, provocandogli un grave trauma cranico. L'incidente è avvenuto all'interno di un cantiere edile in via Cadore nella tarda mattinata di oggi. Sul posto sono arrivati medico ed infermieri del Suem 118, che non hanno potuto far nulla per salvare la vita all'uomo. Sono intervenuti sia gli ispettori del nucleo Spisal di Treviso che i carabinieri della Compagnia di Montebelluna. Il 48enne viveva con la famiglia a Paderno del Grappa; lascia moglie e figli.

A Coniolo Monferrato (Alessandria) ha perso la vita un operaio di 54 anni. L'incidente all'Ibl, azienda che produce compensati e pannelli in legno. L'uomo aveva lavorato nel turno di notte e stava affettuando un controllo su una passerella. La vittima, originaria di Vercelli, si occupava di trinciaggio del legno. Sul posto carabinieri e Spresal: non è chiaro infatti se l'uomo abbia avuto un malore, e quindi sia caduto da un'altezza di circa tre metri, e abbia battuto la testa e sia morto in seguito alla caduta. Feneal Uil ha già annunciato uno sciopero di un'ora.

È morta oggi in ospedale, a Firenze, la donna di 58 anni travolta il 2 settembre da un bancale in un magazzino. La vittima, Tiziana Bruschi, era rimasta ricoverata per più di un mese nel reparto di neurochirurgia ma per lei non c'è stato niente da fare. La donna lavorava in una ditta della zona artigianale di Scandicci che fa stampaggio di materie plastiche; mentre stava sistemando uno scaffale, un bancale pieno di merce le è caduto sulla testa da un'altezza di tre metri. Sulla dinamica dell'incidente è stato aperto un fascicolo in procura e ora, con la sua morte, si procederà per omicidio colposo. Il titolare dell'azienda è stato iscritto nel registro degli indagati. Tra le ipotesi predominanti, quella di un errore umano: in una manovra, un muletto potrebbe aver urtato i pallets impilati, causando la caduta che ha colpito la magazziniera.

Sempre oggi, un operaio di 51 anni è rimasto ferito dopo essere stato schiacciato sotto una presa sulla quale stava affettuando una manutenzione in una ditta di marmi a Cavenago d'Adda, nel lodigiano. Le sue condizioni di salute sono apparse subito gravi e l'uomo, che non è dipendente della stessa azienda ma di una ditta che effettua manutenzione è stato trasportato in elisoccorso al Policlinico San Matteo di Pavia dove ora si trova in prognosi riservata. Sul posto i carabinieri lodigiani e l'Ats Città metropolitana di Milano.

In arrivo un nuovo decreto del governo

Intanto è quasi pronto il decreto con il quale il governo punta a fermare quella che ormai è una strage quotidiana. Dall'inizio dell'anno fino alla fine di agosto sono morte più di tre persone al giorno sul posto di lavoro, secondo l'Inail, che ha pubblicato gli open data dei primi otto mesi del 2021.

Il decreto, considerato un primo passo che certamente non può risolvere dall'oggi al domani l'emergenza morti bianche ma che punta a quantomeno a segnare un'inversione di tendenza sull'approccio delle istituzioni, interviene con modifiche e assestamenti del Testo unico sulla sicurezza del lavoro per "incentivare e semplificare l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza su lavoro ed il coordinamento dei soggetti competenti a presidiare il rispetto delle norme prevenzionistiche", come si legge nella bozze del testo. Tra le altre cose, sono previste inoltre pene immediate e più severe: sospensione dell'attività per le aziende che non rispettano le norme sulla sicurezza e l'arresto fino a sei mesi per gli imprenditori che non si mettono in regola. Le aziende sorprese da un'ispezione con il 10% degli addetti senza regolare contratto presenti sul luogo di lavoro rischiano lo stop. Al momento la chiusura scatta solo con il 20% dei lavoratori irregolari e solo in caso di "gravi e reiterate violazioni". Nel periodo di sospensione, l'impresa dovrà continuare a pagare gli stipendi e potrebbe non poter partecipare a gare pubbliche.

Il decreto dovrebbe essere varato dal prossimo Consiglio dei ministri.

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