Venerdì, 17 Settembre 2021
Sanità

Morire di cancro a otto anni, nel "disinteresse" dello Stato

Francesco viveva nella "Terra dei fuochi", l'area fra Napoli e Caserta dove morire di cancro è più facile che nel resto d'Italia. Inquinamento e rifiuti la fanno da padrone. Ma per il ministro Lorenzin contano di più "gli stili di vita"

CASERTA - La chiamano "Terra dei fuochi". Quell'area del Sud Italia fra Napoli e Caserta, dove il fuoco è troppo spesso quello che brucia i rifiuti ammassati in strada. Quello che diffonde il cancro e il tumore come in un mantello di veleno. Quello che, drammaticamente, è capace di uccidere un piccolo di otto anni. Tutto nella zona dove, e lo dice un'indagine dell'Osservatorio Oncologico Comunale, si muore più che in ogni altra parte d'Italia per cancro. 

I motivi sembrano chiari, evidenti. Si potrebbero quasi recitare, come in una tragica filastrocca: immondizia, inquinamento, roghi tossici, amianto, terreni inquinati. E invece no. Per lo Stato non è così. "C'è un comitato al ministero per lo studio delle aree con maggiore criticità, ma bisogna non lasciarsi suggestionare e attenersi all'evidenza scientifica che viene da questi studi. Ci sono altre questioni sanitarie in queste zone che dipendono anche dagli stili di vita dei campani". Testo e musica, a dire poco "stonata", di Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, che ha risposto così ai napoletani che richiedevano a gran voce la bonifica dei territori inquinati. 

Insomma per lo Stato, un ministro ne è pur sempre un rappresentante, ci sono pochi dubbi: le industrie che trattano i loro rifiuti tossici nella "Terra dei Fuochi", con la connivenza di Camorra e istituzioni "distratte", non hanno a niente a che fare con la scia di morte che sta insanguinando un'intera provincia. A smentire immediatamente, e drammaticamente, le parole del ministro, però, ci ha pensato il destino. 

Un destino semplicemente ingiusto che ha "lasciato morire" il piccolo Francesco De Crescenzo, soli otto anni. Dove viveva Francesco? Semplice, a Capodrise: provincia di Caserta. Nel cuore della "Terra dei Fuochi". A dare la notizia è Padre Maurizio Patriciello, il parroco che fu sgridato dal Prefetto di Napoli per avere chiamato soltanto "signora" il prefetto di Caserta. Il parroco che lunedì, nel giorno dei funerali di Francesco, guarda in faccia la realtà: "Nelle province di Napoli e Caserta è in un atto una vera e propria strage degli innocenti. Erode non è morto. Erode non muore mai - scrive sulla sua pagina facebook - Basta con lo scempio criminale delle nostre terre. Basta con le bugie di tanti, troppi, politici ignavi o corrotti che pensano solo a fare carriera. Basta - continua - con la vecchia, insopportabile, barzelletta che in questa fascia di territorio che siamo costretti ad abitare, si muore di più di tumore e leucemia perchè 'fumiamo, mangiamo male e non sappiamo curarci". 

Già, dopo il tremendo "scherzo" del destino, le parole del ministro Lorenzin suonano ancora più stonate. "Francesco aveva solo otto anni. Non fumava. Non beveva. Non era obeso". 

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