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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Cronaca

È morto lo chef Gualtiero Marchesi

Lo chef, tra i più famosi della storia della cucina italiana, è morto nella sua casa di Milano

È morto nella sua Milano, a ottantasette anni, Gualtiero Marchesi, lo chef "totale" che ha avuto il merito di donare alla cucina italiana il rispetto e il riconoscimento che merita. 

Come riporta Milano Today, Marchesi, da tutti considerato il fondatore indiscusso della "nuova cucina italiana" e da tempo malato di tumore, si è spento martedì pomeriggio in quella città dove era nato il 19 marzo del 1930.
Figlio di ristoratori - simbolo di un destino già scritto - Marchesi aveva perfezionato la sua tecnica in Svizzera prima di tornare sotto la Madonnina. Dopo un'esperienza nell'hotel di famiglia, nel 1977 aveva fondato il suo primo ristorante in città, ottenendo l'anno dopo il riconoscimento della stella dalla Guida Michelin. 

Le 3 stelle e lo scontro con Guida Michelin

Nel 1986 era stato il primo italiano a ricevere le tre stelle, passando poi a due dal 1997 in avanti. Nel giugno 2008, però, lo stesso Marchesi si era scagliato contro la guida transalpina spiegando di non volere più punteggi, ma solo stelle. 
"Ciò che più m'indigna - aveva detto in una conferenza passata alla storia - è che noi italiani siamo ancora così ingenui da affidare i successi dei nostri ristoranti a una guida francese. Che, lo scorso anno, come se niente fosse, ha riconosciuto il massimo punteggio a soli cinque ristoranti italiani, a fronte di ventisei francesi. Se non è scandalo questo, che cos'è? Quando, in giugno, polemizzai con la Michelin lo feci per dare un esempio, per mettere in guardia i giovani, affinché capiscano che la passione per la cucina non può essere subordinata ai voti. So per certo, invece, che molti di loro si sacrificano e lavorano astrattamente per avere una stella. Non è né sano, né giusto". 

La Fondazione e l'Accademia

Il re del "Marchesino", il suo storico ristorante, aveva fondato nel 2010 la "Fondazione Gualtiero Marchesi", per - aveva spiegato lui stesso - "partire dai ragazzi e prepararli al bello fin dall’età prescolare, coltivandone il gusto per tutte le arti attraverso dei corsi di musica, di pittura, di scultura, dei laboratori teatrali e culinari". Accanto alla fondazione era poi nata l'Accademia Marchesi, un "luogo di studio, di apprendimento e di sperimentazione - diceva con orgoglio - dove formare i cuochi e divulgare i principi di una sana alimentazione". Fino a ottobre scorso, lo chef milanese era stato anche rettore di Alma, la scuola internazionale di cucina italiana dove si insegna il mestiere del cuoco e del pasticcere.

In estate, come a voler lasciare un altro ricordo di sé, aveva realizzato il sogno di aprire una casa di riposo per soli cuochi, che nascerà a Varese e che porterà il suo nome. Quello dell'innovatore della cucina italiana. 

Leggi la notizia su Milano Today 

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