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Giovedì, 20 Gennaio 2022
LUTTI

Lo sport italiano piange: è morto a Roma Pietro Mennea

Da tempo lottava con un male incurabile. Fece il record europeo sui 200 metri piani

ROMA - E' morto stamattina in una clinica a Roma, all'età di 61 anni, Pietro Mennea, ex velocista azzurro, olimpionico e per anni primatista mondiale dei 200 metri.

Da tempo lottava con un male incurabile. Nato a Barletta nel 1952, aveva 61 anni ed era il più grande corridore italiano, detentore del record europeo sui 200 metri piani: il 12 settembre 1979 li corse in 19,72 alle Universiadi di Città del Messico, e tutt’ora nessun atleta bianco ha saputo fare meglio. E' stato campione olimpico nel 1980.

IL RECORD DEL MONDO - Ai Campionati europei del 1974, Mennea vinse l'oro nei 200 m davanti al pubblico di casa di Roma, e si piazzò secondo nei 100 m (dietro a Borzov, suo rivale storico) e nella staffetta veloce. Dopo alcune prestazioni deludenti, nel 1976 Mennea decise di saltare i Giochi olimpici, ma il pubblico italiano protestò e Mennea andò a Montréal.

I 200 METRI DA SOGNO - Nel 1978, a Praga, difese con successo il suo titolo europeo dei 200 m, ma mostrò le sue doti anche sulla distanza più breve, vinta anch'essa. In quell'anno si aggiudicò anche l'oro nei 400 metri piani agli europei al coperto.

Nel 1979, Mennea, studente di scienze politiche, prese parte alle Universiadi, che si disputavano sulla pista di Città del Messico. Il tempo con cui vinse i 200 metri piani, 19"72, era il nuovo record del mondo: esso resistette per ben 17 anni. In quanto detentore del primato mondiale, Mennea era senz'altro uno dei favoriti per l'oro olimpico a Mosca anche a causa del boicottaggio statunitense delle Olimpiadi del 1980.

Nella finale dei 200 m, Mennea affrontò il campione uscente Don Quarrie e il campione dei 100 m Allan Wells. Wells sembrò dirigersi verso una vittoria netta ma Mennea gli si avvicinò sul rettilineo e lo sopravanzò negli ultimi metri, aggiudicandosi l'oro per 2 centesimi di secondo. 

LA FRECCIA DEL SUD - Vinse anche il bronzo con la staffetta staffetta 4×400 metri. Soprannominato la Freccia del Sud, nel 1981 annunciò il suo ritiro concedendosi più tempo per lo studio. Successivamente ritornò sui suoi passi e l'anno dopo prese parte agli europei gareggiando però solo nella 4x100 che arrivò quarta. Successivamente partecipò alla prima edizione dei mondiali che si svolse ad Helsinki dove vinse la medaglia di bronzo nei 200 e quella d'argento con la staffetta 4x100.  

ADDIO ALLE CORSE - Gareggiò nelle sue quinte Olimpiadi a Seul nel 1988, sempre nei 200 metri, dove si ritirò dopo aver superato il primo turno delle batterie. Nel marzo del 2012 la città di Londra, nell'ambito delle iniziative connesse ai Giochi olimpici di Londra 2012 dedica all'ex atleta barlettano, una stazione della metropolitana. Il 21 marzo 2013, in una clinica di Roma, si spegne all'età di 61 anni a causa di una grave malattia.

MALAGO' E IL CONI - Appresa la notizia della morte dell'campione Pietro Mennea, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è rientrato precipitosamente da Milano, dove si trovava per impegni di lavoro. Il numero 1 dello sport italiano ha disposto l'allestimento della camera ardente per oggi pomeriggio, nella sede del Coni, a Roma.  

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