Lunedì, 26 Luglio 2021
Strage quotidiana / Ravenna

Operaio muore schiacciato da una bobina: nuova tragedia sul lavoro

Un lavoratore 63enne di una ditta esterna è morto oggi in seguito alle ferite riportate in un infortunio verificatosi in mattinata allo stabilimento Marcegaglia di Ravenna

Foto Argnani/RavennaToday

Morti sul lavoro, una strage pressoché quotidiana. Un lavoratore 63enne di una ditta esterna è morto oggi in seguito alle ferite riportate in un infortunio verificatosi in mattinata allo stabilimento Marcegaglia di Ravenna. Sul posto sono intervenuti sia i tecnici della Medicina del Lavoro dell'Ausl Romagna che i carabinieri. L'uomo è stato schiacciato da un coil, pesante bobina di acciaio. Cgil, Cisl e Uil assieme alle rappresentanze di base in Marcegaglia, a Usb e Sgb, hanno proclamato per oggi uno sciopero immediato di otto ore su tutti i turni di lavoro. Sul posto sono intervenuti sia i tecnici della Medicina del Lavoro dell'Ausl Romagna che i carabinieri.

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In una nota in cui esprime la propria solidarietà e vicinanza alla famiglia del lavoratore morto, Usb spiega che "avevamo proclamato, il 27 maggio scorso, uno sciopero di quattro ore, dopo che una pinza di tre tonnellate si era staccata dal punto di fissaggio rovinando al suolo". Adesso arriva l'astensione dal lavoro per l'intera giornata, perché "non è più tollerabile la continua mattanza di lavoratrici e di lavoratori, e il profitto non può venire prima della salute e della sicurezza di chi lavora".

 "Non si può morire di lavoro né tanto meno rischiare la vita mentre si svolge la propria mansione! Basta morti sul lavoro: da mesi la Uil e la Uil Emilia Romagna, in solitaria, hanno avviato la campagna #ZeroMortiSulLavoro". Sono le parole del segretario della Uil Emilia-Romagna Giuliano Zignani: "Basta anche parlare di fatalità: qui ci sono responsabilità - spiega Zignani - che vanno oltre il singolo episodio. Sono quanto mai urgenti assunzioni di personale agli Ispettorati di Lavoro, all'Ausl per avviare un sistema di controlli a tappeto sui luoghi di lavoro. Occorre anche che la Magistratura faccia la sua parte arrivando, in tempi certi, a condanne esemplari per quei datori di lavori che non rispettano le norme di sicurezza, previsti da accordi e contratti di lavoro. Infine - conclude - occorre un'evoluzione, in senso più stringente, delle normative sulla sicurezza perché non si può sacrificare una vita al profitto".

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