Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

E' morto il boss Totò Riina: era ancora il capo di Cosa Nostra

Malato da tempo, era in coma da diversi giorni nel reparto detenuti dell’ospedale di Parma in regime di 41 bis

E’ morto il boss mafioso Totò Riina. Era ricoverato nel reparto detenuti dell’ospedale di Parma, in coma da diversi giorni dopo due interventi chirurgici. Giovedì aveva compiuto 87 anni. Arrestato il 15 gennaio del 1993 dopo 24 anni di latitanza, Riina era ancora considerato dagli inquirenti il capo indiscusso di Cosa Nostra. Il capomafia stava scontando 26 condanne all'ergastolo per decine di omicidi e stragi. 

A luglio il tribunale di sorveglianza di Bologna aveva rigettato la richiesta di differimento della pena avanzata dai legali di Riina, che era quindi rimasto nel reparto detenuti dell'ospedale di Parma in regime di 41 bis. I giudici hanno ritenuto che il boss 87enne potesse essere curato nel migliore dei modi nell'ospedale emiliano.

Totò Riina story: la "belva" mai domata dal 41 bis

Solo giovedì, con il parere positivo della Procura nazionale antimafia e dell'Amministrazione penitenziaria, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, aveva firmato il permesso di visita per i figli di Riina per fa sì che potessero stargli vicino, nella struttura sanitaria a Parma.

Ieri erano arrivati a Parma la moglie e la figlia mentre il figlio Salvo aveva fatto gli auguri per il compleanno al padre con un post su Facebook: "Per me tu non sei Totò Riina, sei il mio papà." Un altro figlio, Giovanni, si trova invece in carcere.

Chi era Totò Riina

Arrestato il 15 gennaio del 1993 dopo 24 anni di latitanza, Riina era considerato ancora il boss indiscusso di Cosa Nostra, malgrado da allora sia rimasto rinchiuso in carcere in regime di 41 bis per scontare i 26 ergastoli a cui era stato condannato. 

Riina non si era mai pentito per le decine di omicidi compiuti (il primo a Corleone negli anni '50) e le tante stragi da lui ordinate, tra cui gli attentati del 1992 in cui furono uccisi Falcone e Borsellino e quelli del 1993, nella penisola. Fu suo l'ordine di scatenare un'offensiva armata contro lo Stato nei primi anni '90.

Riina era ancora imputato nell'ultimo processo a suo carico, quello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, che lo vede accusato di minaccia a Corpo politico dello Stato.

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