Sabato, 24 Luglio 2021
Omicidi

Mostro di Firenze, si riapre il caso: indagato un ex legionario

Si tratta di Giampiero Vigilanti, 87 anni, originario di Vicchio, conterraneo di Pacciani e legato agli ambienti dell'estrema destra

Immagine d'archivio

Nuova pista per le indagini sul ‘Mostro di Firenze’. Un nuovo soggetto è indagato per i delitti che seminarono il panico nelle colline fiorentine tra gli anni Sessanta e la metà degli anni Ottanta. Si tratta di Giampiero Vigilanti, 87 anni, residente a Prato ed originario di Vicchio (Firenze), il paese in cui è cresciuto Pietro Pacciani, il sospettato numero uno.

In tutto il ‘Mostro di Firenze’ uccise otto coppie di fidanzati che si appartavano in auto nelle campagne intorno a Firenze fra il 1968 e il 1985.

Vigilanti avrebbe conosciuto personalmente lo stesso Pacciani. L’uomo fu già perquisito nel settembre del 1985, tre giorni prima della perquisizione in casa di Pacciani e pochi giorni dopo il delitto di Scopeti (l’ultimo). I carabinieri lo perquisirono "in quanto il predetto, da accertamenti svolti, poteva identificarsi nel noto mostro di Firenze" (si legge nel verbale dell'epoca). Gli trovarono soltanto molti articoli sulle uccisioni dei fidanzati e sulle prostitute uccise in quegli stessi anni. All’epoca le forze dell’ordine pensarono che poteva essere solo il segno di un interesse morboso e niente più.

La nuova pista di indagine era già stata indicata dall'avvocato Adriani, legale della coppia di francesi uccisa nel 1985 agli Scopeti. L'87enne sarebbe stato vicino agli ambienti dell'estrema destra fiorentina, l'ipotesi è che i delitti del 'Mostro' siano stati compiuti per distogliere l'attenzione dagli attentati della strategia della tensione. Sono state passate al setaccio le relazioni di Vigilanti con Pacciani, con un defunto imprenditore di origini tedesche a suo tempo investito dalle indagini e con Salvatore Vinci, ma anche con altri elementi delle destra estrema. L'ipotesi - scrive Repubblica Firenze - è che ci siano stati contatti tra gli autori dei delitti e ambienti della destra estrema al fine di aumentare la pressione sulla Procura di Firenze che all'epoca indagava sugli attentati ai treni, come la strage dell'Italicus. Ci sono inquietanti analogie tra stragi e misteri di quel periodo e i delitti del 'Mostro di Firenze'. Il 4 agosto 1974 esplose la bomba sull’Italicus, il 14 settembre il mostro uccise a Sagginale (Borgo San Lorenzo) Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore. Prima che il 6 giugno 1981 a Mosciano venissero massacrati Carmela Di Nuccio e Giovanni Foggi, imperversava la storia della loggia di Licio Gelli e c’era stato l’attentato al Papa, senza dimenticare la bomba a Bologna del 1980.

La Procura di Firenze, che non si è mai fermata dopo le condanne definitive di Mario Vanni e Giancarlo Lotti - conosciuti come i 'compagni di merende' – e anche dopo la morte di Pietro Pacciani deceduto prima che la giustizia si pronunciasse definitivamente sulle sue responsabilità, ha continuato a indagare, sempre sotto la guida Paolo Canessa, lo storico pm delle indagini sul Mostro di Firenze, che oggi è procuratore di Pistoia ma che è stato delegato dal procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo.

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