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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
CRONACA

"Cucchi morì di malnutrizione": le motivazioni della sentenza

La III Corte d'Assise di Roma ha fatto proprie le conclusioni dei periti: Stefano Cucchi, il geometra arrestato per fatti di droga nel 2009, è morto in ospedale a Roma per "sindrome da inanizione"

ROMA - Morto per la "sindrome da inanizione", cioè per malnutrizione. Sarebbe deceduto per questo Stefano Cucchi, il geometra arrestato il 15 ottobre del 2009 per fatti di droga e morto una settimana più tardi mentre era ricoverato nell'ospedale Sandro Pertini di Roma.

E' quanto emerge dalle motivazioni della sentenza pronunciata dalle terza Corte d'Assise di Roma che nel motivare le condanne e le assoluzioni delle persone imputate per quanto riguarda la morte di Cucchi ha fatto proprie le conclusioni alle quali era giunta la commissione peritale nominata dalla stessa Corte. Le motivazioni della sentenza, in un documento di 188 pagine, sono state depositate oggi in cancelleria.

Per la Corte tale sindrome "è l'unica in grado di fornire una spiegazione dell'elemento più appariscente e singolare del caso in esame e cioè l'impressionante dimagrimento cui è andato incontro Cucchi nel corso del suo ricovero".

MEDICI CONDANNATI E POLIZIOTTI ASSOLTI

Le motivazioni arrivano a quasi tre mesi dalla sentenza con la quale sono stati condannati per omicidio colposo il primario del 'Sandro Pertini' Aldo Fierro e i medici Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite, Silvia Di Carlo e Rosita Caponetti (per il solo reato di falso ideologico), e assolti gli infermieri Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe, nonché gli agenti della polizia penitenziaria Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici. La Corte ha ritenuto "di dover condividere le conclusioni cui è giunto il collegio peritale, fondate su corretti, comprovati e documentati elementi fattuali cui sono stati esattamente applicati criteri scientifici e metodi d'indagine non certo nuovi o sperimentali, ma già sottoposti al vaglio di una pluralità di casi e al confronto critico degli esperti del settore".

IL DOLORE DI ILARIA CUCCHI: "UCCISO DUE VOLTE"

Nelle motivazioni della sentenza di condanna dei medici che ebbero in cura Stefano Cucchi i giudici affermano che non possono essere condivise le tesi delle difese, secondo le quali il giovane sarebbe stato condotto alla morte da un'improvvisa crisi cardiaca. Ancor meno posso essere condivise le conclusioni dei consulenti delle parti civili, secondo cui il decesso si sarebbe verificato per le lesioni vertebrali. "Anche questa tesi - si legge nella sentenza della III Corte d'Assise di Roma - presta il fianco all'insuperabile rilievo che non vi è prova scientifico-fattuale che le lesioni vertebrali abbiano interessato terminazioni nervose".

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