Lunedì, 18 Ottobre 2021
La strage del 23 maggio

Funivia del Mottarone, ex dipendente segnalò problemi già nel 2019: "Minacciato di licenziamento"

A giugno l'uomo si è rivolto alla polizia giudiziaria consegnando un file audio con alcune conversazioni a riprova delle sue affermazioni

Un'ex dipendente della funivia del Mottarone ha raccontato di essere stato minacciato di licenziamento dopo aver segnalato dei problemi di malfunzionamento nel 2019. Questo l'asso che la procura di Verbania ha giocato davanti ai giudici del tribunale del riesame di Torino, dove ha insistito per l'arresto di Luigi Nerini, gestore dell'impianto, e del direttore di esercizio Enrico Perocchio, scarcerati dal gip Donatella Banci Buonamici per la mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Nell'incidente dello scorso maggio morirono 14 persone

Stefano Carlo Gandini, questo il nome dell'ex dipendente, si è presentato alla polizia giudiziaria della procura di Verbania lo scorso 7 giugno e ha consegnato un file audio con alcune conversazioni. 

Tragedia del Mottarone, il racconto dell'ex dipendente

L'ex dipendente ha raccontato che nel maggio del 2019 notò dei problemi alla cabina 3, quella precipitata, degli inconvenienti a un discriminatore e perdite di olio dalla centralina dei freni, e ne parlò ai superiori. Il caso sarebbe stato poi segnalato al caposervizio, Gabriele Tadini (l'unico indagato agli arresti domiciliari). "Nelle registrazioni - ha fatto mettere a verbale Gandini - si sente anche Nerini intervenire nel suo ufficio ove ha minacciato di licenziarmi". Il giorno seguente, secondo il suo racconto, Tadini gli avrebbe detto di "stare tranquillo, 'tanto la funivia non cade'". "Ad agosto - conclude Gandini - trovai un nuovo lavoro e preferii licenziarmi".

L'episodio non è connesso con l'incidente del 23 maggio 2021, anche se a precipitare, quel giorno, fu proprio una cabina contrassegnata con il numero 3. Secondo gli inquirenti però quanto raccontato potrebbe fare chiarezza sul grado di consapevolezza di tutti gli indagati e sul modo in cui si affrontavano i problemi. La lettura della difesa è diametralmente opposta: dalla deposizione di Gandini (e di altri suoi ex colleghi) si ricava che molte deleghe erano state affidate dai vertici a Tadini, e che il personale si atteneva alle regole imposte da lui. "Attendiamo la decisione dei giudici con serenità e non è una frase fatta", dice l'avvocato di Perocchio, Andrea Da Prato.

Al momento per la tragedia della funivia sono 14 gli iscritti nel registro degli indagati, tra cui il caposervizio Tadini, Nerini, il direttore di esercizio Enrico Perocchio, Seeber Anton, attualmente presidente del Consiglio di amministrazione della Leitner, e Martin Leitner, consigliere delegato.

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