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Domenica, 28 Novembre 2021
Era ai domiciliari / Novara

Strage del Mottarone: torna libero Tadini, il tecnico che usò i "forchettoni"

Era l’unico indagato ancora ai domiciliari. La gip ha disposto la scarcerazione per decorrenza dei termini

La gip di Verbania ha disposto la scarcerazione di Gabriele Tadini, il capotecnico della funivia del Mottarone, per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare nella fase delle indagini preliminari. Tadini era agli arresti domiciliari per la strage del maggio scorso, nella quale morirono 14 persone (l'unico sopravvissuto è il piccolo Eitan Biran). La gip ha rilevato "l'imminente scadenza dei termini di custodia cautelare della fase delle indagini, ancora in atto data la complessità delle operazioni peritali in corso".

Tadini era stato arrestato lo scorso 29 maggio, a pochi giorni dalla strage avvenuta il 23 maggio, dopo aver confessato di aver lasciato inseriti i forchettoni che impediscono ai freni di entrare in funzione in caso di emergenza. Una pratica che spiega perché la cabina numero 3 è precipitata, ma non perché quel giorno la fune si sia spezzata. Tadini oltre che di omicidio colposo plurimo è accusato di non aver segnato nell'apposito registro le anomalie del sistema frenante.

Sempre il 29 maggio, la gip Donatella Banci Buonamici dispose la scarcerazione degli altri due indagati Luigi Nerini (gestore della funivia Stresa-Mottarone) e Gabriele Perocchio (il direttore di esercizio). Il tribunale del Riesame, al quale aveva fatto appello la procura di Verbania, ha stabilito poi i domiciliari per Nerini e Perocchio. Misura per entrambi sospesa dopo che i loro legali hanno fatto ricorso in Cassazione.

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