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Lunedì, 4 Marzo 2024
Ambiente

"La politica vuole condonare i disastri ambientali": i cittadini non ci stanno

Diverse le realtà in difesa del territorio del nostro Paese che si sono date appuntamento alla Sala Stampa della Camera. Amministratori locali, movimenti e comitati sono pronti a dare vita a proteste contro il Governo: "Pronti a scendere in piazza tutti insieme"

"Un vero e proprio regalo agli inquinatori incalliti": così comitati, movimenti e amministratori locali hanno definito il Decreto Destinazione Italia, provvedimento in arrivo alla commissione bilancio del Senato, che affronta in alcuni punti la questione delle bonifiche del territorio.

Alla Sala Stampa della Camera oggi ci sono tutti: il Forum italiano dei movimenti per l'acqua, il Coordinamento nazionale siti contaminati, gli amministratori dei comuni che ricadono nei Siti di interesse nazionale (Sin), i rappresentanti di 'Stop biocidio di Lazio e Abruzzo e i movimento contro l'ecocidio nella Terra dei Fuochi. Il dito è puntato contro l'articolo 4 del provvedimento, definito "un condono tombale per i disastri ambientali" nel nostro Paese, che secondo tali realtà andrebbe ritirato e non modificato, visto che la modifica applicata nelle ultime ore è soltanto una "foglia di fico" e comunque il provvedimento resta "inaccettabile".

L'articolo prevede che gli enti privati, per lo più industrie che si trovano nei siti contaminati, possano anche dare vita a programmi di riqualificazione delle zone con finanziamenti pubblici. "Così queste zone verrebbero reindustrializzate coinvolgendo proprio chi ha inquinato fino a quel momento. A loro andranno i soldi pubblici per qualsiasi tipo di attività: inceneritori, nuove raffinerie e chissà che altro. Insomma chi inquina non solo non pagherà ma potrà anche fare profitto" afferma Augusto De Sanctis del Forum Italiano dei movimenti per l'acqua.

"Si sono accorti che il provvedimento era contrario ai principi del nostro ordinamento e di quello comunitario che prevedono da decenni per l'autore del danno alla collettività il ripristino ambientale e il risarcimento del danno. E' stata introdotta una modifica ma rimane il fatto che i cittadini si vedranno finanziare a fondo perduto o, se va male, con il 'solo' credito d'imposta impianti produttivi di ogni genere che avranno il riconoscimento anche di opere di pubblica utilità" si legge nel comunicato diffuso in occasione della conferenza.

In effetti negli anni le leggi e gli emendamenti sui territori inquinati sono state diverse: "In questi anni provvedimenti a spot sono stati inseriti nei più svariati decreti legge e siamo stati costretti a fare i cani da guardia dal Governo e dal Parlamento. Noi che come sindaci dobbiamo tutelare ambiente e salute dei cittadini, cosa andiamo a raccontare ai familiari dei morti, ai malati? Che non vengono fatte le bonifiche perché non siamo riusciti a fare una legge?" dice Mariella Maffini, assessore del comune di Mantova e coordinatrice della Rete Comuni Sin, realtà che riunisce tutti gli amministratori locali dei siti inquinati.

GUARDA LA DICHIARAZIONE DI MARIELLA MAFFINI RILASCIATA A TODAY.IT

Su questo tema le realtà cittadine e gli amministratori locali concordano: quello in discussione non è un provvedimento che tutela la salute dei cittadini perché non da vita a un programma chiaro di bonifiche di questi territori. Bisogna cambiare rotta e se ciò non avverrà si scenderà in piazza, tutti insieme: "Lo Stato si autoassolve, tutela e garantisce chi inquina. Noi nella Terra dei Fuochi siamo già scesi in piazza contro il biocidio, siamo consapevoli che si stanno garantendo gli interessi delle lobby criminali. Quindi sospendiamo il dialogo con il Governo finché il tema della salute non verrà affrontato in maniera seria!" afferma Egidio Giordano, rappresentante dei movimenti cittadini campani.

"C'é la necessità di un Piano Nazionale per la Bonifica. Probabilmente dobbiamo andare in piazza e fare attivismo perché quella del Governo non è la nostra direzione e dobbiamo continuare a fare pressione" dice Alberto Valeriani, del Coordinamento Nazionale Siti Inquinati.

GUARDA LA DICHIARAZIONE DI ALBERTO VALLERIANI RILASCIATA A TODAY.IT

Insomma se il Governo non cambierà rotta tutte queste realtà sono pronte a scendere in piazza in difesa della salute dei cittadini. "Nei provvedimenti del Governo non si parla mai in maniera esplicita della salute dei milioni di persone delle zone contaminate. Basta guardare al decreto sulla Terra dei Fuochi: per chi brucia i rifiuti ci saranno pene più consistenti ma intanto è stato cancellato il decreto di bonifica" conclude Salvatore Altiero dell'associazione A Sud.

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