Venerdì, 30 Luglio 2021
il caso

"Non pagate quelle multe per sosta": lo dice (anche) il ministro

Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi conferma il parere del Codacons

ROMA - Le contravvenzioni per aver lasciato scadere il "gratta e sosta" non sono valide. E il Codacons si scaglia contro i Comuni che le fanno fare lo stesso.

"Non pagate quelle multe per sosta", dice l'associazione dei consumatori che si scaglia contro i Comuni che, pur sapendo di non poterlo fare, fanno emettere multe ai vigili per divieto di sosta nei confronti di quei cittadini che dopo aver parcheggiato nelle strisce blu e aver comprato il "Gratta e sosta", lo hanno lasciato scadere. Il Codacons, inoltre, ricorda che c'è un parere del ministero dei Trasporti a conferma che la pratica dei Comuni è scorretta. "Anche la legge - fa notare l'associazione dei consumatori - dice che in questi casi non si può essere multati per divieto di sosta".

Al massimo il Comune può chiedere un’integrazione del pagamento, maggiorata di eventuali penalità da determinare tramite regolamenti comunali. Lo stesso parere è stato a sua volta confermato e ribadito dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. Stando infatti alla legge e anche ad un più recente parere del dicastero, nel momento in cui si paga per la sosta sulle strisce blu e si espone regolarmente sul cruscotto il "Gratta e sosta" o il biglietto emesso dal parcometro, non si può essere multati per divieto di sosta ai sensi dell’articolo 7 del Codice della Strada, se il cittadino arriva in ritardo e il tempo indicato è scaduto.

"Le multe comminate dai Comuni - avverte il Codacons - devono essere annullate d’ufficio, eventualmente inoltrando le richieste alle prefetture competenti per territorio".

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