Mercoledì, 12 Maggio 2021
Roma

Anziano muore in casa, nessuno va al suo funerale: il dramma della solitudine di Ettore

"Ettore è stato trovato morto, nel suo letto, da solo, invisibile agli occhi di un quartiere intero", raccontano i volontari della Caritas

È morto solo, a trovarlo in casa è stata una volontaria della Caritas, e solo è rimasto anche il giorno del funerale, perché a dargli l'ultimo saluto non si è presentato nessuno.

Un'amara storia di solitudine a Roma. I volontari della Caritas avevano conosciuto Ettore lo scorso 26 febbraio, poco prima dell'inizio del lockdown. "Ci ringraziò della visita ma ribadì più volte di non aver bisogno di nulla e di essere in grado di cavarsela da solo", racconta la Caritas in una nota. "Non ci siamo arresi e la settimana successiva l'operatrice Simona è tornata da lui e l'ha convinto a riordinare casa insieme". Tra Ettore e Simonia è nata un'amicizia. L'anziano "era contento di vederla" e "finalmente qualcuno entrava nella sua vita, nonostante avesse un carattere scontroso e introverso e preferisse girovagare in libertà".

"Durante il periodo del lockdown abbiamo continuato ad andare a casa sua, anche se spesso, nonostante girassimo in lungo e in largo il quartiere, non riuscivamo a trovarlo", raccontano dalla Caritas. Lo scorso 10 giugno, come di consueto, Simona si è recata a casa di Ettore. Non ricevendo nessuna risposta al citofono, la volontaria si è allarmata e ha iniziato a cercarlo per quartiere. Nessuno sembrava averlo visto da giorni ma tutti, compreso il portiere dello stabile, continuavano a sminuire la sua assenza, ricordano i volontari.

Ettore invece era morto, da solo, nel suo letto, "invisibile agli occhi di un quartiere interno, con il suo telefono cellulare sul comodino; telefono che si è sempre rifiutato di utilizzare". Il giorno del suo funerale non si è presentato nessuno.

"Come ha detto Papa Francesco durante l'Angelus 'La solitudine degli anziani, lasciati soli, come se fossero materiale di scarto, è un grande male dei nostri tempi in cui la vita dei figli e dei nipoti non si fa dono per loro' – scrive la Caritas – A noi Ettore piace ricordarlo così, mentre si prende cura della sua casa, nell'ottica di relazione che è cura".

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