Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca Firenze

Pochi custodi e sale chiuse agli Uffizi, il direttore Schmidt: "Abbiamo toccato il fondo"

Con l'apertura di nuove sale lo scorso anno, la direzione del museo si è trovata spesso obbligata a chiuderne alcune e a fare "altri dolorosi tagli del percorso soprattutto la domenica", spiega il direttore Eike Schmidt sul Corriere Fiorentino

Foto Ansa

Il 2015 è stato un anno record per il turismo a Firenze, dove per la prima volta sono stati superati i nove milioni di pernottamenti (dati del Centro Studi Turistici di Firenze). La città dei Medici piace sempre di più, quindi. Peccato nel museo simbolo della storia e dell'arte di Firenze, gli Uffizi, spesso ci si è trovati a dover chiudere delle sale per mancanza di custodi. E' lo sfogo del direttore Eike Schmidt, che ha risposto sulle pagine del Corriere Fiorentino a una lettera scritta da un lettore, una guida turistica. "Dal 2011 agli Uffizi sono state aperte 56 nuove sale (e altre 24 sono state riallestite), ma non un solo custode è stato aggiunto all'organico", dice Schmidt, aggiugendo che "al contrario si è registrato addirittura una flessione verso il basso, parzialmente bilanciata grazie all'impiego di 24 unità, transitate il 1° luglio 2015 dal Maggio Musicale al museo attraverso la società ministeriale Ales".

Il 14 settembre dello scorso anno sono state aperte nove sale verdi dedicate al secondo Quattrocento toscano, ha ricordato il direttore, spiegando però con l'apertura delle nuove sale "la relazione tra personale di vigilanza e sale da sorvegliare ha di nuovo toccato il fondo, e pertanto ci siamo trovati spesso obbligati a chiuderne alcune, e a fare altri dolorosi tagli del percorso soprattutto la domenica".

Tuttavia, assicura Schmidt, si tratta di una situazione temporanea e che presto dovrebbe trovare una soluzione, almeno fino a marzo 2017. "Si è progettato - spiega Schmidt - di aggiungere un secondo distaccamento di unità dal Maggio Musicale. Per giunta, sia l'amministrazione delle Gallerie che i sindacati hanno fatto presente la necessità di rinforzi a Roma, alla Direzione Generale del Ministero: quest'ultima è infatti responsabile della gestione del personale anche per i musei dotati di speciale autonomia, come le Gallerie degli Uffizi. Purtroppo - continua Schmidt - i tempi tecnici per entrambe le operazioni sono stati più lunghi del previsto, e aggravati invece dalla mobilità verso altre sedi. Accade così che, proprio in questi giorni, una trentina di persone lascia il museo verso la nuova destinazione da esse liberamente scelta, mentre non è ancora entrata in vigore la nuova pianta organica che ne prevede la sostituzione, con l'aggiunta di ulteriori dipendenti". Il direttore degli Uffizi assicura però che la situazione "migliorerà decisamente già da novembre con l'arrivo di personale Ales". 

La situazione degli Uffizi è migliore rispetto ad altri musei, ammette Schmidt, ricordando come altre spazi lamentino una carenza di personale pari o oltre il 50%. E' il caso ad esempio del Museo nazionale del Bargello, e degli istituti che con esso fanno parte del polo affidato alla direzione di Paola D'Agostino: Palazzo Davanzati, le Cappelle Medicee, Casa Martelli e OrsanMichele. Appena poche settimane fa, Chiara Dino sul Corriere Fiorentino scrisse un reportage su una giornata passata in giro tra il "Bargello & C.", da dieci  mesi sotto la direzione di D'Agostino. Con bilancio 2016 in negativo e insufficienza di personale amministrativo, si va avanti "grazie a una forma gentile di collaborazione tra realtà differenti", aveva spiegato la direttrice. Servirebbero in tutto 122 dipendenti, ma in realtà sono appena 61. "È una situazione ereditata dal passato — aveva detto d’Agostino — il ministero si sta adoperando per risolverla. Tra ottobre e dicembre dovrebbe inviare da Ales 5 custodi, uno per museo". Entro la fine dell'anno è previsto anche l'arrivo da Roma di due milioni di fondi straordinari, che dovrebbero servire a portare avanti lavori di ristrutturazione nei vari musei. 

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