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Sabato, 25 Maggio 2024
Cronaca Napoli

Un anno senza Antonio, Raffaele e Vincenzo: sono spariti nel nulla in Messico

Le famiglie dei tre napoletani scomparsi in Messico cercano di rompere il muro di silenzio che ha avvolto le indagini. L'avvocato Luigi Ferrandino a Today.it: "Chiedo quanto meno l'umanità che dal Ministero degli Esteri scendano a parlare con loro"

"Chiediamo quanto meno l'umanità, qualche autorità venga a parlare con queste famiglie". È l'avvocato Luigi Ferrandino a parlare con Today.it in vece delle famiglie Cimmino e Russo che dal 31 gennaio scorso non hanno più notizie di tre loro congiunti, inghiottiti nel nulla nella regione messicana di Jalisco.

Antonio Russo di 25 anni, il padre Raffaele Russo di 60 anni e il cugino Vincenzo Cimmino di 29 anni, originari di Napoli, si trovavano in Messico per vendere generatori poi improvvisamente non hanno dato più loro notizie. E quando sembrava palesarsi una svolta tutto si è fermato.

Napoletani scomparsi in Messico

Formalmente le autorità messicane hanno accusato quattro poliziotti della scomparsa di Raffaele e Antonio Russo e Vincenzo Cimmino  visti l'ultima volta a Tecalitlan il 31 gennaio. Gli agenti della polizia locale hanno confessato di averli consegnati a membri di una gang dopo averli fermati ad un distributore di benzina. 

A conferma della circostanza i familiari avevano ricevuto un ultimo messaggio che dava notizia dell'incontro con i poliziotti e del fatto che questi avevano ordinato loro di seguirli. La zona è controllata dal cartello Jalisco New Generation, tra le più potenti gang del Messico.

Come spiega l'avvocato Ferrandino a Today.it "le indagini stanno procedendo in maniera più lenta del previsto".

"Ho contattato la procura di Napoli che ha confermato come ci siano stati dei malintesi con le autorità messicane sulla rogatoria chiesta a Luglio dall'Italia. I poliziotti fermati non sarebbero stati interrogati e anche dopo la nuova rogatoria non vi sono stati riscontri."

Insomma ad oggi non è dato sapere che cosa abbiano davvero confessato gli agenti arrestati e ancor meno sappiamo del destino dei nostri tre connazionali. 

"In pratica non si sa nulla, e le famiglie - spiega ancora l'avvocato - non si danno pace e hanno chiesto un incontro con il Ministro degli Esteri, o quantomeno con un funzionario della Farnesina."

Lo stesso sindaco di Napoli Luigi De Magistris si era speso per cercare di intercedere con il ministro Moavero, apparentemente senza successo.

I familiari ora sono a Roma e attendono di essere ricevuti dalla Fernesina. Nel corso dei passati 11 mesi sono stati diversi i tentavi di rompere quello che è apparentemente un muro di silenzio e ora, a pochi giorni dal Natale, la disperazione si fa tangibile.

Sul posto anche Simone Toscano, inviato della trasmissione Mediaset Quarto Grado

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