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Giovedì, 20 Giugno 2024
TERREMOTO / Modena

Napolitano in visita in Emilia: "Pensiamo noi alla ricostruzione"

Il presidente della Repubblica in visita alle popolazioni terremotate: "Finiranno le scosse, come è finita la guerra". Intanto Confindustria lancia l'allarme: "A rischio 10mila posti di lavoro"

"Noi dobbiamo sentire come nostro il problema dell'emergenza e della ricostruzione". Con queste parole il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto esprimere la vicinanza del governo alle popolazioni colpite dal sisma.

Quindi, ha voluto sottolineare l'importanza del ruolo degli enti di prossimità: "Come nella ricostruzione in Friuli, essenziale è il ruolo dei sindaci. Io sono qui per dovere e sensibilità, per vedere ed ascoltare".

Il presidente ha quindi ricordato come l'Emilia è, per l'Italia, un'area strategica: "Qui si è colpita al cuore un'area di eccellenze. Dal punto di vista storico, artistico, culturale ma anche economico e sociale. E del livello di civismo e della capacità di vita sociale". Per questo "Dobbiamo avere come obiettivo essenziale la salvaguardia di tutto questo". 

Obiettivo ricostruzione -  "Ci pensiamo noi", come Paese, "alla ricostruzione", ha promesso Napolitano. Che poi ha aggiunto: "Finiranno le scosse, così come è finita la guerra", riferendosi all'esperienza vissuta personalmente durante la seconda guerra mondiale dove "nella mia città ci sono stati cento bombardamenti aerei che hanno provocato rovine ovunque".

Ancora scosse - Come ormai triste abitudine, anche quella tra mercoledì e giovedì è stata un'altra notte di scosse a bassa intensità in Emilia, fra i 2,1 e i 3,2 gradi della scala Richter dalle otto di sera alle tre del mattino. 

Polemiche per 'eccessivo zelo' - Dopo la forte scossa registrata mercoledì mattina a Ravenna, si è infiammata la polemica intorno a Franco Gabrielli. Il capo della protezione civile è accusato di "eccessivo zelo" da alcuni imprenditori emiliani costretti a sospendere l'attività produttiva nonostante non fossero stati registrati danni alle strutture.

Lavoro a rischio - Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha lanciato l'allarme produttività nell'area colpita dal sisma prevedendo uno "stop di almeno 4-6 mesi" e "10mila posti di lavoro a rischio". E sono saliti a 17mila gli sfollati, ospitati in campi tende, strutture al coperto e hotel.

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