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Martedì, 28 Marzo 2023
Nuova tragedia

Naufragio al largo di Crotone: decine di migranti morti, il barcone avvistato già sabato

L'imbarcazione è stata spezzata in due dalle onde: più di 50 le vittime, tra cui donne e bambini. I cadaveri sono stati trovati sulla spiaggia di Steccato di Cutro. Il sindaco: "È qualcosa che non si vorrebbe mai vedere". Si cercano ancora i dispersi

Un naufragio è avvenuto all'alba di domenica mattina, 26 febbraio, al largo di Steccato di Cutro, a una trentina di chilometri da Crotone, in Calabria, dove un barcone in legno carico di migranti si è spezzato in due a causa del mare molto agitato. Il bilancio, ancora parziale, è di 59 migranti morti, tra cui diversi bambini e una decina di donne. Un bilancio che si aggrava man mano che i soccorritori recuperano i corpi dei naufraghi dalle acque del mare. Ci sono anche due gemellini di pochi anni e un bimbo di alcuni mesi, di meno di un anno tra le vittime del naufragio. I corpi dei gemellini sono stati recuperati in mare, mentre quello del bambino è stato trovato sulla spiaggia. Nel naufragio, secondo alcune stime, sarebbero morti una ventina di bambini di varia età. Nella barca c'erano almeno 180 persone. Tra i sopravvissuti, cinquantanove migranti sono stati accolti al cara di Isola Capo Rizzuto e altri ventinove sono stati trasferiti in ospedale. Uno di loro è in gravissime condizioni. Tutti i ricoverati sarebbero giovani sotto i trent'anni e la metà di loro minorenni. Da quanto si è appreso l'imbarcazione sarebbe partita da Smirne, in Turchia, circa 4 giorni fa. 

Naufragio al largo della Calabria, le foto dei soccorsi

Un gruppo di superstiti che si trovavano sullo stesso peschereccio sul quale viaggiavano le vittime è stato ritrovato sulla spiaggia di Cutro questa mattina. Nello stesso tratto di costa dove nelle stesse ore hanno iniziato ad accumularsi anche i cadaveri di chi non ce l'ha fatta. I migranti, spiegano fonti investigative, "non hanno fatto in tempo a chiedere aiuto" e alcuni dei sopravvissuti avrebbero raggiunto la costa con i propri mezzi. A occuparsi di loro è il personale del 118 e della Croce rossa. 

A dare l'allarme sarebbe stato un pescatore che ha notato l'imbarcazione, a quanto sembra simile a un caicco, distrutta in mare e ha visto alcuni corpi galleggiare in acqua. Da quanto si è appreso i migranti erano quasi tutte provenienti da Iran, Pakistan e Afghanistan. Una parte dei cadaveri si trova ancora in mare, mentre altri sono stati trascinati a riva dalle onde. Sulla spiaggia i cadaveri sono stati coperti con dei teli. La barca potrebbe essere finita contro gli scogli a causa del mare agitato, ma per capire la dinamica esatta della tragedia bisognerà ascoltare le voci dei superstiti. 

Meloni: "Vite umane stroncate da trafficanti di uomini"

Il barcone avvistato sabato da Frontex

L'imbarcazione sarebbe stata avvistata sabato sera da un velivolo di Frontex (l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera) impegnato in attività di pattugliamento. A quanto si legge in una nota del reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, il barcone era stato notato a circa 40 miglia dalle coste crotonesi "ed è stato immediatamente attivato il dispositivo per intercettarlo con alcuni mezzi della guardia di finanza che "nonostante le proibitive condizioni del mare" nel corso della notte "si sono impegnati nella ricerca". A causa delle condizioni del mare è stato però impossibile soccorrere il barcone. 

Dalla guardia di finanza spiegano infatti che "le unità del Corpo, nonostante gli sforzi operati per raggiungere il target, considerate le difficili condizioni meteomarine e l'impossibilità di proseguire ulteriormente in sicurezza, facevano rientro agli ormeggi di base. Veniva così attivato il dispositivo di ricerca a terra, lungo le direttrici di probabile sbarco, coinvolgendo anche le altre forze di polizia nelle ricerche lungo la costa".

"Successivamente - si legge -, le pattuglie e i soccorsi nel frattempo giunti sul posto, non potevano far altro che constatare lo spiaggiamento dell'unità ormai completamente smembrata. Purtroppo al momento non è certo il bilancio delle vittime, in quanto le ricerche sono ancora in corso, sia sul mare che via terra, lungo tutto il tratto costiero".

Fermato il sospetto scafista

L'attenzione degli inquirenti si concentra anche sui responsabili della tragedia. È stata sottoposta a fermo dai carabinieri e dalla guardia di finanza la persona sulla quale erano in corso accertamenti perché sospettato di essere lo scafista del barcone naufragato a Cutro.

Si tratta di un cittadino turco la cui posizione è ora al vaglio della magistratura. Tra i relitti sarebbe stato trovato anche il documento di un altro soggetto che al momento non è stato rintracciato e che potrebbe essere fuggito o figurare tra i dispersi o le vittime. Le Forze dell'ordine, inoltre, smentiscono la notizia secondo la quale a provocare il disastro sarebbe stata un'esplosione a bordo dell'imbarcazione.  

Il sindaco: "Il mare continua a restituire corpi"

Una tragedia immane. "È qualcosa che non si vorrebbe mai vedere" dice all'Adnkronos il sindaco di Cutro Antonio Ceraso. "Il mare continua a restituire corpi. Tra le vittime ci sono donne e bambini". L'imbarcazione a causa del mare in tempesta si è spezzata e come racconta il sindaco "si vedono i resti del barcone su 200-300 metri di costa". "Affronteremo anche il problema di dove sistemare le salme - dice ancora il primo cittadino  -, Crotone era già in sofferenza, ma ci organizzeremo, anche nei vari paesi. Ci vuole solidarietà anche in questo".

"È un brutto risveglio che deve destare la comunità affinché simili tragedie non accadano" scrive invece su Twitter il presidente della Croce Rossa Rosario Valastro. "I nostri volontari - si legge ancora nel tweet - sono impegnati per soccorrere i superstiti e per recuperare le vittime". Tutto ciò che resta dell'imbarcazione naufragata è un ammasso di legni che le onde hanno portato a riva. 

I soccorsi sul posto, foto della Croce Rossa

Piantedosi: "Contrastare l'immigrazione irregolare"

Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi.''Il naufragio avvenuto al largo delle coste calabresi mi addolora profondamente e ci impone innanzitutto il profondo cordoglio per le vite umane spezzate. È una tragedia immane - dice il ministro - che dimostra come sia assolutamente necessario contrastare con fermezza le filiere dell'immigrazione irregolare, in cui operano scafisti senza scrupoli che pur di arricchirsi organizzano questi viaggi improvvisati, con imbarcazioni inadeguate e in condizioni proibitive. È fondamentale proseguire in ogni possibile iniziativa per fermare le partenze e che non vengano in alcun modo incoraggiate traversate che, sfruttando il miraggio illusorio di una vita migliore, alimentano la filiera dei trafficanti e determinano sciagure come quella di oggi''. 

Occhiuto: "Nel 2022 sbarcati 18mila migranti in Calabria"

Da registrare anche le parole di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria che a nome della giunta "esprime sincero cordoglio per le vittime di questo naufragio" e ringrazia "coloro che si stanno adoperando per tentare di trovare dei superstiti e per assistere i sopravvissuti condotti nei vicini presidi ospedalieri e nel Cara di Isola di Capo Rizzuto". 

Secondo Occhiuto, "in Calabria nel 2022 sono arrivati circa 18mila immigrati clandestini, la stragrande maggioranza dei quali a Roccella Jonica, un Comune in provincia di Reggio Calabria diventato ormai punto di approdo delle rotte illegali dei mercanti di esseri umani. I calabresi - un popolo che ha conosciuto il dramma dell’emigrazione - hanno accolto questi migranti, senza alzare polveroni e senza causare tensioni, ma la situazione sta davvero diventando ingestibile".

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