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Sabato, 28 Maggio 2022
Varco bloccato / Genova

In porto una nave carica di armi: scatta la protesta

L'agitazione è stata indetta dal sindacato Usb per dire "No" alla guerra. I manifestanti: "Dobbiamo allargare la lotta per la pace, per i diritti di chi lavora, contro le scelte scellerate del governo Draghi"

Al porto di Genova è atteso l'arrivo di una nave carica di armi destinate alle zone di guerra e scatta la protesta. Un presidio, col blocco del varco Etiopia a partire dalle 6 di oggi 31 marzo, è stato organizzato dal sindacato Usb. L'agitazione è per dire "No" alle armi e "No" alla guerra. 

Il porto ligure accoglierà una delle navi della compagnia saudita Bahri, diventata il simbolo del traffico di armamenti che attraversa i porti italiani per raggiungere gli scenari di guerra. Proprio stamani avrebbe dovuto attraccare, ma il viaggio della nave ha subito un ritardo di qualche giorno.

L'Unione sindacale di base spiega: "Dobbiamo allargare la lotta per la pace, per i diritti di chi lavora, contro le scelte scellerate del governo Draghi e per sconfiggere un sistema in cui a pagare sono sempre i più deboli". Lo sciopero proseguirà per tutta la giornata di oggi, il blocco terminerà in mattinata con un'assemblea.

Tra i manifestanti c'è anche chef Rubio. "Usciamo dai social e torniamo a camminare assieme per dire no al traffico di armi e sì alla libera circolazione delle persone", dice a GenovaToday durante la manifestazione dei portuali di Genova.

Articolo aggiornato il 31 marzo 2022 alle ore 11.49 // Inserita intervista di GenovaToday e chef Rubio

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