Giovedì, 17 Giugno 2021
L'ammiraglia dei salvataggi in mare

Geo Barents, c'è una nuova nave umanitaria nel Mediterraneo dei migranti

L'appello di Msf agli Stati Europei: "Non supportate più la guardia costiera libica". La nave di 76,95 metri, noleggiata da medici senza frontiere, ha due ponti per accogliere le persone soccorse

Medici senza frontiere torna nel Mediterraneo per soccorrere vite. "Dal 2015 le équipe mediche di Msf a bordo di diverse navi di ricerca e soccorso testimoniano con orrore la tragedia umana che si svolge alle porte dell'Europa mentre migliaia di persone rischiano di annegare in mare o vengono riportate con la forza a terribili condizioni in Libia. Quest'anno Msf scende in mare con una propria nave, la Geo Barents, per soccorrere persone in pericolo e fornire loro assistenza medica d'emergenza". Con questa nota l'ong annuncia oggi il rilancio delle proprie attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale per salvare le vite di migranti e rifugiati che tentano la disperata traversata dalla Libia.

"Nel Mediterraneo centrale si continua a morire, in un desolante vuoto di capacità di soccorso. Come organizzazione medico-umanitaria assistiamo persone vulnerabili ovunque nel mondo da 50 anni. Di fronte alle morti incessanti e alla colpevole inazione degli Stati, siamo obbligati a tornare in mare per portare soccorso, cure e umanità, facendo la nostra parte per fermare queste tragedie evitabili", dichiara Claudia Lodesani, presidente di Msf. Da inizio anno più di 500 uomini donne e bambini sono morti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale. Il terribile naufragio del 22 aprile ha provocato almeno 130 morti, altri sono seguiti nelle settimane seguenti. Chi sopravvive rischia di essere intercettato dalla guardia costiera libica supportata dall'Unione Europea e riportato con la forza in Libia (7.000 solo quest'anno). La maggior parte di loro finisce rinchiuso arbitrariamente in pericolosi centri di detenzione dove sono esposti a maltrattamenti, stupri, sfruttamento e perfino la morte.

"Il nostro ritorno nel Mediterraneo, per il settimo anno consecutivo, è il risultato diretto delle sconsiderate politiche di non-assistenza da parte dell'Europa, che condannano le persone a morire in mare" continua Lodesani. "Negli anni i governi europei, in particolare Italia e Malta come stati costieri più coinvolti, hanno progressivamente abbandonato l'attività di ricerca e soccorso, hanno smesso di assistere le persone in pericolo e hanno deliberatamente ostacolato, se non criminalizzato, l'azione salvavita delle organizzazioni in mare. Queste politiche hanno lasciato alla deriva migliaia di uomini, donne e bambini, a rischio di annegare lungo il confine meridionale d'Europa".

Msf: "Ue non supporti più la guardia costiera libica"

Msf chiede che venga interrotto al più presto il supporto dell'Europa alla guardia costiera libica e al ritorno forzato delle persone in Libia, e che venga ripristinata una efficiente capacità di ricerca e soccorso per fermare le morti in mare.

La Geo Barents batte bandiera norvegese: costruita nel 2007, ha operato come nave per le analisi geologiche prima di essere noleggiata da Msf e adeguata alle attività di ricerca e soccorso. La sua lunghezza totale è di 76,95 metri, ha due ponti per accogliere le persone soccorse, uno per gli uomini, l'altro per donne e bambini. Ospita una clinica, una stanza ostetrica e una per le visite, dove le équipe di Msf svolgeranno le attività di assistenza medica. La nave è dotata di due gommoni veloci (rhib) che verranno utilizzati durante le operazioni di soccorso. A bordo 20 operatori di Msf e 12 persone per l'equipaggio marittimo.

Migranti, la situazione a Lampedusa

Oggi Ottocento migranti lasciano l'hotspot di Lampedusa dove, all'alba, dopo l'ultima ondata di sbarchi, c'erano 1.583 persone a fronte di una capienza massima di 250 posti. Il beltempo consente le operazioni di trasferimento bloccate per giorni. Ieri sera 80 migranti sono stati imbarcati e condotti a Porto Empedocle. Stamane la nave quarantena "Azzurra" è riuscita ad attraccare, grazie alle migliorate condizioni del mare, a Cala Pisana, ed è subito iniziato l'imbarco di 600 migranti.

In azione la polizia per prelevare piccoli gruppi dal centro di accoglienza e accompagnarli sulla nave. A metà mattina, invece, per 200 minori non accompagnati è stato stabilito l'imbarco sul traghetto "Sansovino" con approdo in serata a Porto Empedocle. All'hotspot, quindi, restano in 783. Ma si scruta il mare: l'assenza di vento e il mare calmo favoriscono, come sempre, non solo i trasferimenti ma anche le traversate e gli sbarchi

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