Sabato, 19 Giugno 2021
CRONACA / Catania

Neonata morta a Catania, sospesi tre medici della clinica

Il giudice per le indagini preliminari ha sospeso i medici per dieci mesi per la morte della piccola Nicole, deceduta lo scorso 12 febbraio in un'ambulanza, poche ore dopo la nascita

CATANIA - Cinque mesi fa la morte della piccola Nicole sconvolse l'Italia. La neonata morì il 12 febbraio, a poche ore dalla nascita nella clinica Gibiino, mentre era in ambulanza diretta a Ragusa perché mancavano i posti letto nell'Unita di terapia intensiva neonatale negli ospedali di Catania e Siracusa. Ora il gip di Catania ha sospeso per dieci mesi i tre medici indagati per omicidio colposo e falso ideologico per la sua morte: il neonatologo Antonio Di Pasquale, la ginecologa Maria Ausilia Palermo e l'anestesista Giovanni Alessandro Gibiino.

"Noi riteniamo che nel momento in cui la bambina ha lasciato la clinica non aveva nessuna speranza di sopravvivenza. L'accusa che viene mossa al ginecologo di fiducia è che si sarebbe dovuto procedere con un parto cesareo d'urgenza'', ha detto il Procuratore della Repubblica a Catania facente funzioni Michelangelo Patané parlando con i giornalisti.

Il giudice ha riscontrato la "sussistenza del pericolo concreto e attuale di reiterazione dei delitti". La consulenza tecnica medico-legale depositata il 29 aprile scorso ha evidenziato a carico dei tre medici indagati "condotte gravemente colpose causalmente incidenti sulla morte della piccola" e per la Procura inoltre "la documentazione medica sequestrata nella clinica Gibiino è apparsa da subito carente e complessivamente inattendibile con riferimento al decorso del travaglio, alle condizioni della bambina subito dopo la nascita e alle manovre rianimatorie praticate".

L'ipotesi investigativa iniziale è stata confermata nel corso delle indagini, in particolare dalle valutazioni di consulenti tecnici, dalle dichiarazioni dei tra testimoni, dall'acquisizione di un video del parto e dalle analisi delle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza interne ed esterne della Clinica Gibiino. Un contributo significativo alla ricostruzione dei fatti è arrivato anche dalle intercettazioni telefoniche, che hanno consentito di accertare "l'incompletezza del kit di emergenza neonatale in dotazione alla sala parto, con particolare riferimento alla mancanza degli strumenti necessari per la caratterizzazione del neonato", procedura ritenuta "indispensabile per una corretta rianimazione e stabilizzazione del bambino".

Nell'ordinanza del gip vengono anche sottolineate "le condotte di inquinamento probatorio poste in essere dagli indagati sia in relazione ai reati di falso ideologico sia in relazione alla pervicacia dimostrata dagli stessi nell'occultamento del delitto di omicidio colposo, come emerso dalle dichiarazioni rese in sede di interrogatorio e dalle intercettazioni telefoniche". Nei prossimi giorni sono previsti gli interrogatori di garanzia di fronte al giudice. (da CataniaToday)

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