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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Vittime innocenti / Grosseto

Abbandonato in cabina o chiuso in un armadietto: cosa sappiamo del neonato morto sulla nave da crociera

Il piccolo aveva solo due giorni. Arrestata la mamma che lavorava come inserviente sulla Silver Whisper. Sotto accusa anche due colleghe della madre. La difesa: "Lo allattava e non voleva ucciderlo"

Salgono a tre le persone indagate per la morte di un neonato sulla nave da crociera "Silver Whisper" che, partita dal porto di Civitavecchia, era diretta in Francia. Oltre alla mamma, 28enne filippina che fa parte dello staff dell'imbarcazione, sono state arrestate anche le sue colleghe che dividevano con lei la cabina.

L'allerta è scattata domenica. A bordo si era diffusa la notizia della morte del bimbo, di solo due giorni, e il comandante ha fermato la navigazione all'Argentario, Sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Grosseto, che hanno trovato il piccolo avvolto nelle lenzuola e adagiato sul materasso di un letto a castello nella cabina assegnata alla madre. È probabile che sia morto di stenti, rimanendo senza cura per ore e ore. Non ci sarebbero segni di violenza, sarà l'autopsia però a chiarire le cause del decesso. 

Il neonato nascosto in un armadietto

La mamma ha 28 anni, è filippina e lavora sulla nave come addetta alle pulizie, con mansioni anche in cucina. Secondo una prima ricostruzione, ha partorito venerdì 17 maggio a bordo della nave. Il parto sarebbe avvenuto all'insaputa dell'equipaggio. Sembra che in determinati momenti della giornata il neonato venisse nascosto nell'armadietto della cabina cosi da non fare sentire i vagiti e il pianto. 

Solo due persone sapevano del bimbo: le due colleghe di lavoro che condividevano la cabina con la madre. Sono tutte state fermate per ordine del sostituto procuratore Giovanni Di Marco che coordina l'inchiesta e sono state portate nel carcere fiorentino di Sollicciano. La mamma è accusata di omicidio volontario, le colleghe di concorso nell'omicidio volontario.

Le indagini sono alle battute iniziali. Non si esclude che la 28enne abbia tenuto nascosta la gravidanza per paura di perdere il lavoro. Intanto, dopo i controlli, la nave ha ripreso la navigazione. 

"Neonato sempre allattato, nell'armadietto per proteggerlo"

Secondo gli avvocati della difesa, il bambino è stato sempre allattato dalla madre e, benché venisse tenuto nascosto nella cabina del personale era accudito. I legali che difendono la mamma e le colleghe sostengono che le tre donne usavano degli accorgimenti affinché in loro assenza non cadesse o si facesse male. Il fatto di mettere il neonato nell'armadietto della cabina di alloggio, secondo la loro versione, era uno stratagemma adottato per evitare che cadesse dal letto e venivano lasciate le ante aperte per farlo respirare. Per la difesa questo dimostra che la 28enne non voleva uccidere il figlio. Ritengono invece si tratti di "negligenza".
 

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