Giovedì, 29 Luglio 2021
L'ultimo bollettino / Firenze

Nicola Tanturli, la notte con la mamma e il ritorno a casa: ma restano tanti punti da chiarire

Il bimbo di due anni, ritrovato vivo dopo aver trascorso due notti nei boschi, è stato dimesso dall'ospedale Meyer di Firenze: ''Le sue condizioni suono buone''. Intanto, dai sandali al presunto ''precedente'' del fratellino, sono molti i punti della vicenda ancora da chiarire

Il piccolo Nicola dopo il ritrovamento (Foto Ansa)

Dopo le due notti da incubo, passate a girovagare nei boschi del Mugello, sugli appennini al confine tra Toscana ed Emilia Romagna, il piccolo Nicola Tanturli, il bimbo di 21 mesi di Palazzuolo sul Senio (Firenze), scomparso da casa e ritrovato vivo dopo 33 ore, ha potuto finalmente fare una dormita tranquilla tra le braccia di mamma Giuseppina, anche se in una camera d'ospedale. 

Il bollettino medico: ''Notte tranquilla, Nicola ha dormito con la mamma''

I medici che hanno tenuto sotto osservazione il piccolo nella mattina di oggi, giovedì 24 giugno, hanno diffuso un nuovo bollettino:  "Il piccolo ha trascorso una notte tranquilla in uno dei letti dedicati all'osservazione breve all'interno del pronto soccorso dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Nicola ha riposato insieme alla mamma".

Questa mattina, trascorse le 24 ore necessarie per l'osservazione, le sue condizioni sono apparse buone ed è stato quindi dimesso intorno alle ore 10. Nicola è così tornato nella sua casa, un vecchio casolare contadino nelle campagne circondate dai boschi a 800 metri di altezza in località Molino di Campanara. Ad attenderlo il padre Leonardo e il fratellino Giulio di 4 anni.

I misteri sulla scomparsa di Nicola

Mentre il piccolo Nicola può finalmente fare ritorno a casa, rimangono aperti alcuni interrogativi sulla sua scomparsa. Perché se il bimbo scomparso nel Mugello era stato messo a letto indossava i sandali al momento del suo ritrovamento? Com'è possibile che abbia potuto percorrere da solo 4 o 5 km? Perché i cani molecolari che sono passati nella zona del burrone non hanno fiutato la presenza del piccolo? A chi appartengono le tracce di sangue trovate vicino alla porta di ingresso del casolare? E soprattutto perché i genitori hanno aspettato almeno nove ore prima di dare l'allarme e far scattare le ricerche? Il fatto è collegato all'episodio simile che sarebbe accaduto al fratellino lo scorso anno? Sono molti i punti oscuri su cui gli inquirenti dovranno fare chiarezza.

Il video del salvataggio del piccolo Nicola Tanturli

A cominciare da quanto avvenuto lo scorso anno, quando vicino riaccompagnò il fratello di Nicola che si era allontanato da casa. Il bimbo, di soli tre anni, si allontanò da casa per circa un'ora, prima che venisse avvistato da un vicino di casa. L'episodio sarebbe emerso durante le indagini sull'allontanamento di Nicola, ma non sarebbe mai stato oggetto di indagine in quanto non fu mai dato l'allarme.

L'allontanamento da casa e l'interrogatorio ai genitori

La Procura fiorentina, diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo, ha aperto un fascicolo al momento senza indagati e senza indicazione di reato. Ai dubbi dovranno rispondere in primo luogo Leonardo Tanturli, padre, e Pina, madre di Nicola, i genitori che hanno anche un altro figlio di quattro anni. I due saranno sentiti nelle prossime ore.

Per i carabinieri, che conducono le indagini, il bimbo di neanche 2 anni si sarebbe allontanato da solo dal casolare, vagando per i boschi nei pressi della casa, per circa 30 ore. Sarebbero escluse altre ipotesi da parte degli investigatori dell'Arma. Comunque, i militari della compagnia di Borgo San Lorenzo (Firenze), competente territorialmente, agli ordini del comandante, il maggiore Michele Arturo, sta indagando in tutte le direzioni e sta vagliando ogni elemento utile.

"Stiamo facendo i primi accertamenti sulla dinamica dell'accaduto e riferiremo il tutto alla magistratura", ha confermato il maggiore Michele Arturo. "La valutazione sul comportamento dei genitori al temine delle indagini sarà naturalmente riferita in Procura al termine d i tutti gli accertamenti, ora è prematura ogni conclusione".

Il giallo dei sandali e dell'allarme in ''ritardo''

Per evitare ai genitori l'accusa di abbandono di minore, che potrebbe essere il reato ipotizzabile nei loro confronti, i genitori dovranno chiarire con precisione le circostanze e il modo in cui è avvenuta la sparizione del loro bimbo dal casolare. I genitori dovranno spiegare anche perché hanno dato l'allarme per avviare le ricerche solo alle 9 di martedì 22 giugno dopo aver accertato, secondo il loro racconto, la scomparsa di Nicola dal letto da poco prima della mezzanotte del 21 giugno. Come mai con così tanto ritardo sono stati avvisati carabinieri e vigili del fuoco?

Un particolare da precisare riguarda i sandali che il bimbo aveva addosso quando è stato preso in braccio dal luogotenente Danilo Ciccarelli, che lo ha soccorso nel burrone. Nicola era stato messo a letto con i sandali? E' possibile pensare che si sia messo da solo i sandali a 21 mesi? Saranno tra le domande che verranno rivolte ai genitori.

Nicola è stato ritrovato dopo 30 ore a circa 2,5 chilometri di distanza dal casolare in cui abita con la sua famiglia, ma avrebbe percorso forse il doppio della distanza nel suo vagare per i boschi. Il luogotenente Danilo Ciccarelli, comandante della stazione di Scarperia, che ha soccorso il bimbo nel burrone, ha raccontato: "Nel punto in cui ho preso in braccio i piccolo l'erba non era schiacciata e la mia impressione è che lì non avesse passato la notte". I cani molecolari, che erano passati in precedenza in quella stessa zona, non avevano fiutato nulla di Nicola. L'ipotesi è che abbia girovagato per 4 o 5 chilometri a piedi passando da strade sterrate e cadendo poi nel burrone, come dimostrerebbero i graffi sul corpo, forse provocati dai rovi.

Infine c'è un mistero che riguarda alcune tracce di sangue che i carabinieri hanno trovato in corrispondenza della porta del casolare. Ma per i militari, che comunque stanno facendo approfondimenti ulteriori sulla questione, il giallo sarebbe già risolto. Nel pomeriggio di lunedì 21 giugno, mentre stava giocando, Nicola sarebbe caduto e si sarebbe sbucciato la pelle.

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