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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Una furia inaudita

Nino e Francesca sono stati uccisi a bastonate: il killer ospitato già ad ottobre

Gli investigatori britannici mantengono il massimo riserbo sull'omicidio dei due fidanzatini messinesi: il presunto assassino era già stato ospite dalla famiglia di una delle due vittime

Sarebbero stati uccisi a colpi di bastone Nino Calabrò e Francesca Di Dio, i due fidanzatini di origini messinesi trovati senza vita in un appartamento di Thornaby, nel North Yorkshire in Gran Bretagna. Secondo quanto emerso dalle indagini, non era la prima volta che il presunto killer veniva ospitato dalla vittima: già lo scorso ottobre il giovane era stato a casa della famiglia di Nino Calabrò. In occasione dei 18 anni della sorella Alessandra, infatti, il giovane croupier, che da tre anni si era trasferito in Inghilterra per lavoro, era tornato in Sicilia per festeggiare, insieme alla famiglia cui era legatissimo, il lieto evento. E il coinquilino ed ex collega di lavoro originario di Palermo, lo aveva seguito. Mamma Salvina lo aveva accolto in casa non immaginando neppure lontanamente quello che sarebbe accaduto a distanza di qualche mese. Tra i due, quindi, almeno sino a ottobre non c'era alcuna tensione.

Nino e Francesca, uccisi a bastonate

Sulla vicenda gli investigatori inglesi mantengono il massimo riserbo. I due fidanzatini sarebbero stati massacrati a colpi di bastone. Un delitto di una ferocia inaudita. Nino sarebbe stato colpito alle spalle, mentre ad avere la peggio sarebbe stata la ragazza completamente sfigurata. Forse nel tentativo di resistere alla furia omicida ha tentato di difendersi. A dare l'allarme sarebbe stato il padre del giovane presunto assassino. L'uomo di origini iraniane era volato in Inghilterra qualche ora prima del delitto. Pare che il figlio da qualche tempo soffrisse di problemi psichici, così la madre preoccupata avrebbe chiesto al marito di raggiungerlo.

Raccapricciante la scena che l'uomo si è trovato davanti con il figlio accovacciato accanto ai corpi senza vita dei due ragazzi. Sul movente dell'efferato delitto resta il mistero. Sembra che Andrea avesse smesso da tempo di lavorare come croupier. Nino conosceva il suo disagio e aveva cercato di aiutarlo. Anche portandolo con sé a casa in Sicilia per il compleanno della sorella. Un modo per aiutarlo a superare il disagio e per stare in famiglia, quella stessa famiglia oggi distrutta dal dolore.

La raccolta fondi per riportarli in Italia

Su Gofundme intanto, è stata lanciata una raccolta fondi per aiutare le famiglie di Francesca a sostenere le spese dei funerali e il rientro della salma dall'estero. "Questa raccolta fondi - scrive Anna Carmella Niosi  che l'ha organizzata - nasce per Francesca Di Dio, perché molto spesso le parole possono poco, ma un gesto come un piccolo dono può fare la differenza e tiene vivo il suo ricordo. Insieme possiamo". In poche ore sono già stati raccolti 3.600 euro. Denaro che sarà utilizzato per il rimpatrio della salma dall'Inghilterra e i successivi funerali. Le esequie dovrebbero essere celebrate nel Duomo di Barcellona Pozzo di Gotto, la cittadina del Messinese di cui sono originari i genitori del giovane. Sul rientro del feretro in Sicilia, però, non ci sono certezze.

"L'autopsia sui corpi dei due fidanzati dovrebbe essere eseguita nelle prossime ore. Potrebbero essere necessari diversi giorni per il rimpatrio", dice il sindaco di Milazzo, Pippo Midili. Per il giorno dei funerali il primo cittadino ha disposto il lutto cittadino. La famiglia del giovane, infatti, vive proprio nel grosso centro in provincia di Messina. Mamma Salvina, però, è molto legata alla parrocchia di Rocco in Calderà, che per giovedì prossimo ha organizzato una veglia di preghiera, a partire dalle 19. "E' un modo per manifestare la nostra vicinanza alla famiglia di questo nostro giovane figlio", dice il parroco Michele Maria Iorio. Lui il giovane Nino, andato via da casa e dalla Sicilia tre anni fa per inseguire il suo sogno, non l'ha conosciuto.

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