Sabato, 18 Settembre 2021
Sociale

Stop ai campi nomadi in Italia: arriva la risoluzione del Senato

E' stata approvata dalla Commissione diritti umani del Senato una risoluzione che impegna il governo a superarli: "Finalmente l'inizio della fine. Un segnale che parta da Roma e arrivi a tutto il Paese"

E' stata approvata dalla Commissione diritti umani del Senato una risoluzione che impegna il governo a superare i "campi nomadi" e che dia vita a una concreta strategia nazionale per l'inclusione di Rom, Sinti e Camminanti in Italia, che includano soluzioni abitative stabili e portino avanti proposte di legge per il riconoscimento delle minoranze nel nostro Paese. 

La risoluzione è stata approvata quasi all'unanimità e Manuela Serra, senatrice del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione è soddisfatta: "Abbiamo avuto un buon riscontro in commissione. La Lega ha votato contro e la collega Ivana Simeonim, ex Movimento 5 stelle (ora nel Misto), si è astenuta. Tutti gli altri hanno votato positivamente".

Il testo della risoluzione si focalizza su Roma, visto che alcuni membri della commissione hanno visitato il "Best House Rom", che accoglie 300 persone, la metà arrivata qui dopo aver vissuto in un villaggio della solidarietà: "Una situazione tragica, che non dovrebbe esistere in una città moderna" spiega Serra.

La risoluzione chiede anche di "sostenere la discussione e l'approvazione in parlamento, in tempi brevi, delle proposte di legge per il riconoscimento, la tutela e la promozione sociale delle minoranze rom, sinte e caminanti nel nostro paese, anche attraverso la ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie". Un'effettiva emergenza sociale che dovrebbe coinvolgere tutto il Paese, ma in particolare la capitale.

Roma: campo rom viene demolito

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CAMPI NOMADI SPA - Le recenti inchieste di Mafia Capitale hanno mostrato come quello dell'accoglienza fosse un vero e proprio affare malavitoso. Inclusa la gestione dei "campi nomadi", come si legge nella risoluzione: "Un sistema corruttivo finalizzato all'assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici che ha portato negli ultimi anni a un peggioramento delle condizioni di vita delle comunità Rom, alla loro segregazione e a uno spreco di risorse pubbliche: nel solo 2013 e nella sola Capitale sono stati impegnati oltre sedici milioni di euro, di cui circa il 60% rappresentato dai soli costi di gestione".

Secondo un recente rapporto dell'Associazione 21luglio, che da anni si batte per la difesa dei diritti di queste comunità, solo per "l'emergenza Rom" nella capitale sono stati spesi ben 24 milioni di euro nel 2013:  "L’Italia è conosciuta in Europa come il Paese dei campi" si legge nel rapporto. A dare avvio al "sistema campi" è stata proprio Roma, quando nel 1994 costruì il primo.

"Attendiamo le scelte coraggiose da parte degli amministratori locali che dal 2012 ad oggi hanno già speso più di 13 milioni di euro per la realizzazione di nuovi insediamenti per soli rom a Roma, Milano, Carpi e Giugliano; che stanno portando a termine la costruzione di nuovi insediamenti a Latina, Lecce, Merano e Cosenza e che si stanno attivando a ristrutturazioni di 'campi nomadi' ad Asti, Savona, Vicenza e Torino – prosegue l’Associazione 21 luglio - Dalla capitale e dall’impegno assunto dall’assessore Danese per la chiusura del “Best House Rom” bisogna partire per dare un segnale forte e chiaro a tutto il Paese". 

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