No Tav, blitz a Chiomonte: "L'estate è lunga (per voi), non ci stancheremo mai"

Intanto le istituzioni di Bruxelles sono tornate a spingere per completare i lavori della Tav. L’Ue è disponibile ad aumentare la propria quota di partecipazione fino al 55% dell’opera

'No Tav noi ci siamo' è la scritta dello striscione aperto da alcuni No Tav 'over 70' che ieri sera intorno alle 23 hanno fatto incursione all'interno del cantiere Tav a Chiomonte. I manifestanti, che secondo quanto riferito da esponenti del movimento avrebbero "approfittato di alcune falle nella sicurezza per fare un giro dentro al cantiere", sono stati fermati dalle forze dell'ordine e identificati.

Sulla pagina Fb di Notav.info sono state postate alcune fotografie del blitz al cantiere accompagnate dalla scritta: "Nessuna pace per chi vuole distruggere la nostra terra. L'estate è lunga da passare (per voi), noi non ci stancheremo mai! Avanti No Tav".

Pochi giorni fa, come ha raccontato EuropaToday, le istituzioni di Bruxelles sono tornate a spingere per completare i lavori della Tav Torino-Lione. L’Ue è disponibile ad aumentare la propria quota di partecipazione fino al 55% dell’opera. Lo ha annunciato la coordinatrice Ue del Corridoio mediterraneo Iveta Radicova. Per l'Italia vorrebbe dire un risparmio di 1,3 miliardi. “L'Europa non ci regala nulla: sono tutte partite di giro”, ha però risposto Marco Ponti, coordinatore della commissione che ha redatto la relazione costi benefici sulla controversa linea commerciale ad alta velocità. Ribadendo, quindi, la sua valutazione negativa sulla Tav.

Tav, 3 miliardi a carico dell'Italia

“La spesa a carico dell'Italia per la sezione transfrontaliera è di circa 3 miliardi di euro sui complessivi 8,6 miliardi”, spiega invece Paolo Foietta, già commissario di Governo per la Torino-Lione. “Con il contributo Ue fino al 50% più il 5% per i progetti gestiti da una struttura binazionale, come Telt, il risparmio complessivo per l'Italia sarebbe di 1,3 miliardi”, sottolinea.

Decide le politica però, come sempre. Sul fatto che questi fondi possano accelerare il processo verso la realizzazione dell’opera, Foietta osserva: “C'è questa partita a scacchi che stanno giocando i vicepremier, ma è sempre più chiaro che nel Paese c'è una forte maggioranza che vuole la Tav ed una poco consistente minoranza che non la vuole fare”. “Chi non la vuole fare, cioè il M5s - conclude Foietta - sarà obbligato ad andare a casa o a digerirla perché la Tav si farà”.

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