Venerdì, 14 Maggio 2021
Università

Stop al test d’ingresso a medicina

Annuncio su facebook del ministro dell'Istruzione: niente più test a crocette e immatricolazione a numero chiuso. La selezione avverà sul merito dopo il primo anno

Un annuncio che ha fatto la felicità di maturandi e futuri medici: il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha detto addio al test d'ingresso di medicina. Lo ha annunciato sulla pagina facebook ufficiale del suo partito, Scelta Civica, durante una sessione di domande e risposte con studenti ed elettori.

Giannini aveva già rivelato l'intenzione di voler modificare il sistema d'accesso ai corsi di laurea. Adesso però è ufficiale: le nuove regole saranno presentate entro la fine di luglio.

NUOVO METODO DI SELEZIONE - Il nuovo metodo di selezione è ispirato a quello francese, riadattato al contesto italiano: tutti possono immatricolarsi, poi avverrà una rigida selezione sulla base degli esami sostenuti e sul merito degli studenti nel corso del primo anno di frequenza all’università. Anche se non è ancora chiarissima la metodologia di selezione, avranno comunque la possibilità di proseguire gli studi soltanto gli studenti più meritevoli.

LE REAZIONI - “Questo annuncio è il risultato delle mobilitazioni delle scorse settimane, quando decine di migliaia di aspiranti studentesse e studenti hanno protestato contro un sistema inutile, inefficiente e arbitrario. Non è accettabile, però, che la Giannini voglia procedere nel cambiamento del sistema senza aprire un tavolo di confronto con gli studenti stessi e e loro organizzazioni” spiega Alberto Campailla, Portavoce Nazionale di Link – Coordinamento Universitario, sindacato degli studenti.

"Serve un grande piano di investimento nella sanità pubblica: l'apertura dei corsi di laurea in medicina, superando le direttive a livello europeo, è solo un tassello. Formare e assumere più giovani medici significa tutelare il diritto allo studio e il diritto alla salute di tutte e tutti” conclude Federico Del Giudice, Portavoce Nazionale della Rete della Conoscenza, organizzazione studentesca.


Ma non per tutti la notizia è positiva. Si dispera il rettore dell'Università di Bologna Ivano Dionigi: "Mi scusi se faccio un discorso da amministratore di condominio, ma non le sembra un problema? - dice a radio 24 - Alla selezione per medicina quest'anno sono arrivate tremila persone nella mia università. Come strutture, laboratori e docenza i colleghi fanno fatica a gestire i 440 studenti attuali, come posso curarne tremila? Come posso fare una selezione adeguata e qualitativa come è nelle intenzioni giuste del ministro?"

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