Venerdì, 7 Maggio 2021

Vaccini, c'è (finalmente) la svolta di Facebook: "Limiterà visibilità dei gruppi no-vax"

Il più popolare e utilizzato social network del pianeta sta mettendo a punto le modalità per porre un freno alla disinformazione galoppante sui vaccini. Gli esperti: "Una buona notizia"

Una manifestazione no-vax. Foto: Ansa (repertorio)

Ci sarà molto meno spazio in futuro su Facebook per i gruppi no-vax: come rivela la Cnn, il più popolare e utilizzato social network del pianeta sta mettendo a punto le modalità per porre un freno alla disinformazione galoppante sulla piattaforma, grazie anche alla collaborazione con diversi esperti di salute pubblica. A dirlo alla Cnn è stato un rappresentante di Facebook che ha voluto mantenere l'anonimato. È una piccola grande svolta. Facebook non può completamente eliminare i gruppi contro i vaccini, ma il cambio sarebbe radicale. Vediamo perché.

I vaccini sono stati una svolta nella storia dell'umanità. È grazie ai vaccini che piaghe come il tifo, il vaiolo, la poliomielite, la tubercolosi, sembravano sconfitte per sempre. Oggi la situazione è molto diversa: generazione dopo generazione sembra sfumare la memoria di quelle terribili malattie, e circolano i pregiudizi, le paure, i falsi miti sui vaccini.

Facebook starebbe pianificando di cambiare le regole interne sui messaggi pubblicitari e di introdurre misure per diminuire la visibilità dei no-vax con diversi stratagemmi. Ad esempio, i no vax non appariranno nella lista dei gruppi raccomandati da Facebook. E poi ancora: i messaggi contenenti disinformazione sui vaccini verranno messi in fondo alla pagina delle "news" e i motori di ricerca usati dagli utenti non daranno risalto ai gruppi no-vax.

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No-vax, svolta Facebook: limiterà la visibilità dei gruppi

Il problema, e non è certo cosa da poco, è che le persone di buon senso vaccinano i figli. Semplicemente. I cosiddetti no-vax invece sono attivissimi sui social. Una normale ricerca condotta su Facebook dalla stessa Cnn con la parola chiave "vaccini" ha portato l'utente direttamente ai gruppi anti vaccini. Non succederà più, si spera.

Facebook è criticato da tempo per dare spazio e veicolare informazioni ingannevoli sui rischi dei vaccini. Soddisfatto è Art Caplan, capo della divisione di Etica Medica della "New York University", che sempre alla Cnn ha commentato così i possibili nuovi interventi di Facebook: "E' una buona notizia, che dimostra come il social, sia pure per piccoli passi, sta andando nella giusta direzione".

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No-Vax, la responsabilità dei social

La colpa delle paure e dei falsi miti sui vaccini è soprattutto del web. E' bene ribadirlo. Secondo un'indagine Censis di qualche anno fa, il 42,8% dei genitori invece che chiedere informazioni al medico di famiglia o ad altri professionisti, decide se vaccinare o meno i propri figli dopo aver cercato notizie su internet. La metà va sui social network a questo scopo, dove le notizie, ancor più che nella rete in generale, sono assolutamente incontrollate e non filtrate, e dove anche la persona più disinformata e complottista del mondo ha la stessa visibilità di uno scienziato. Un mare di notizie molto orientato, purtroppo: l'80% dei genitori "internauti" infatti confessava di aver trovato sui vaccini notizie di "taglio negativo", solo il 45,6% si è imbattuto anche in notizie positive. Chi cerca oggi informazioni sui vaccini in rete nel 46,7% dei casi troverà allarmismi e avvertenze sui rischi, e solo nel 26,8% leggerà articoli o pagine web sui vantaggi, incalcolabili, delle vaccinazioni.

No-vax, un problema reale: l'ultimo caso

E' di pochi giorni fa la notizia di un bambino che ha sconfitto la leucemia, ma non può tornare a scuola perché nella sua classe ci sono cinque alunni non vaccinati, due dei quali hanno mamme che si dichiarano no vax. Sta diventando un caso la storia del piccolo Matteo (nome di fantasia), un bimbo di soli otto anni che ha alle spalle dieci lunghi mesi di chemioterapia. Ora che il tumore è in remissione Matteo vorrebbe voltare pagina. Ha bisogno di tornare tra i banchi, ma non può farlo. La scuola elementare che frequenta, nel quartiere romano di San Giovanni, ha infatti un alto numero di alunni non vaccinati. Secondo la Asl sono il 30%. E cinque di loro sono proprio nella sua classe.

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