Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca Lecce

Omicidio Noemi Durini, parla il ministro Orlando: "Non basta la risposta giudiziaria"

L'autopsia conferma che la morte è stata causata da un'arma da taglio. Il ministro della Giustizia: "Dobbiamo interrogarci su cosa non funziona più negli anticorpi che la società deve mettere in campo, quale è il contesto di degrado in cui probabilmente questa vicenda è maturata"

Il luogo in cui è stato trovato il corpo senza vita della povera Noemi (Ansa)

L'omicidio di Noemi Durini ha sconvolto l'intero Paese. "La risposta che affida alla giustizia e alla repressione di questi fatti è un tema giusto fondato, ma non può essere esaustivo. Nessuna società si regge soltanto su una dinamica repressiva nessuna società impedisce questi fatti soltanto perchè aumenta le pene o è draconiana nell'applicazione delle pene". Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando intervenendo ieri sera alla Festa dell'Unità di Torino a proposito dell'omicidio della minorenne leccese, trovata morta dopo la confessione del fidanzato.

Orlando: "Cosa non funziona più nella società?"

Orlando ha ribadito che se ci sono state carenze nella risposta della magistratura "come ministro della giustizia risponderò dopo che avrò le conclusioni dell'indagine interna che abbiamo avviato", ma ha aggiunto "credo ci sia da interrogarsi su cosa non funziona più negli anticorpi che la società deve mettere in campo, quale è il contesto di degrado in cui probabilmente questa vicenda è maturata. Cosa non funziona nella capacità di incrociare contraddizioni sociali e quella di offrire servizi in grado di sostenere disagio sociale e psicologico": Orlando ha infine ricordato che mentre stanno diminuendo gli omicidi e i retati contro la persona, aumentano invece "gli omicidi legati alla dinamica di coppia e in particolare al tema dell'abbandono". E ha sottolineato che occorre contrastare un tema di carattere culturale diffuso nella nostra società secondo cui esiste "una violenza tutto sommato buona perché legata all'amore, l'idea che lo schiaffo dato nell'impeto della passione sia diverso da quello dato per sadismo e crudeltà".

Noemi Durini, i risultati dell'autopsia

L'autopsia sul corpo di Noemi Durini, la sedicenne di Specchia uccisa dal suo fidanzato diciassettenne e ritrovata nelle campagne di Castrignano del Capo, confermerebbe che il decesso non è avvenuto per i colpi di pietra inferti, a detta del reo confesso, sul capo e sul volto della ragazza, ma ad opera di uno strumento da taglio le cui ferite sono state riscontrate sul collo della vittima. Sarebbe questa una conferma alle dichiarazioni rese dal giovane arrestato nel corso della sua confessione resa al comandante la stazione dei carabinieri di Specchia e alla presenza del procuratore capo de tribunale dei minori di Lecce. Il diciassettenne ha detto, infatti, di avere soppresso Noemi con un coltello; ha aggiunto che Noemi avrebbe portato tale arma con sé, al loro ultimo appuntamento, poiché intenzionata ad ammazzare i genitori di lui, contrari al loro legame affettivo. La giornata di oggi è trascorsa nell'attesa dell'interrogatorio di garanzia del giovane, udienza confermata per domani. Il resto degli eventi è costituito da forti tensioni nella cittadina di Specchia all'interno di un'opinione pubblica fortemente scossa da questo efferato femminicidio.

Il padre di Noemi ad Alessano: bloccato dai carabinieri

Nel corso di una trasmissione in onda su una delle reti Rai, la madre del ragazzo ha esibito un foglietto fattole recapitare non si sa come dal figlio, secondo il quale la giustificazione del delitto deriverebbe dall'intenzione della ragazza di sterminare la famiglia del fidanzato. L'assassinio sarebbe stato, insomma, secondo un contorto ragionamento del reo confesso, un atto preventivo per salvare i propri genitori, a suo dire considerati da Noemi un ostacolo alla loro storia sentimentale. Dopo aver assistito al programma televisivo, il padre di Noemi, in preda alla collera, ha tentato stamattina di raggiungere l'abitazione dei genitori del ragazzo, muovendosi da Specchia ad Alessano ma provvidenzialmente bloccato dai carabinieri prima che potesse compiere un atto insensato. L'uomo, tuttavia, intervistato poco dopo l'episodio, si è mostrato disposto a perdonare il giovane, considerando invece responsabile del delitto suo padre.

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