Venerdì, 24 Settembre 2021
Omicidi

Omicidio Noemi, la tac esclude che sia morta per un colpo in testa

A stabilirlo la tac eseguita in mattinata sul corpo della 16enne. Bisognerà attendere l'autopsia per stabilire le cause del decesso

La Tac eseguita in mattinata sul corpo di Noemi Durini, la 16enne di Specchia assassinata e ritrovata mercoledì scorso nelle campagne di Castrignano del Capo dopo dieci giorni dalla scomparsa, ha evidenziato che a provocare il decesso non è stato un colpo inferto con un corpo contundente.

L’esame ha escluso la presenza di fratture o lesioni tali da provocare la morte. Un primo riscontro che sembra escludere l’utilizzo di un masso come arma del delitto. Bisognerà ora attendere l’autopsia, che sarà eseguita dal medico Roberto Vaglio nei prossimi giorni, per stabilire la causa del decesso, che potrebbe essere legato alle ferite da arma taglio alla base del collo evidenziate dal medico legale durante la prima ispezione cadaverica eseguita mercoledì pomeriggio.

Un esame autoptico che si preannuncia piuttosto complesso, vista l’evidente stato di decomposizione in cui è stato ritrovato il corpo della studentessa.

L’ex fidanzato di Noemi, L.M. 17enne di Montesardo, ha confessato di aver assassinato la studentessa con un coltello che, a suo dire, lei stessa aveva con sé nella tragica alba del 3 settembre. Un coltello che, secondo l’indagato (che ha fornito più versioni dei fatti), doveva servire a sterminare la famiglia di lui, che ostacolava la loro relazione.

E’ prevista per domani l’udienza di convalida del fermo del 17enne, che comparirà con i suoi legali, gli avvocati Paolo Pepe e Luigi Rella, dinanzi al gip del Tribunale per i minorenni di Lecce. Un nuovo passaggio nella complessa vicenda giudiziaria legata alla figura del 17enne, guardato a vista nella struttura dell’ex istituto di pena minorile di Lecce.

Al giudice potrebbe confermare o confutare la versione dei fatti raccontati mercoledì notte nella caserma dei carabinieri di Specchia. Molti ancora i lati oscuri di un omicidio in cui gli inquirenti dovranno fare chiarezza, a cominciare dal movente e dal possibile coinvolgimento di altre persone, tra cui il padre del 17enne, già iscritto nel registro degli indagati presso la Procura ordinaria.

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