Sabato, 19 Giugno 2021
Catania

Nunzia Alleruzzo: uccisa dal fratello perché tradiva il marito con il membro di un clan rivale

Avrebbe ucciso la sorella perché tradiva il marito con esponenti del suo clan e di uno rivale. I carabinieri di Paternò hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Alessandro Alleruzzo, di 47 anni. Il tragico fatto di sangue nel 1995

Avrebbe ucciso la sorella, figlia di uno storico clan mafioso del Catanese legato a Cosa nostra, perché tradiva il marito con esponenti del suo clan e di uno rivale. I carabinieri di Paternò, nel catanese, in seguito ad indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica etnea hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Alessandro Alleruzzo, di 47 anni, per l'omicidio volontario pluriaggravato ai danni della sorella Nunzia, avvenuto nel 1995.

Nunzia Alleruzzo uccisa nel 1995: arrestato il fratello Alessandro

La giovane donna venne uccisa con due colpi di pistola calibro 7,65 alla testa, per motivi abietti, per "riscattare l'onore" della famiglia mafiosa Alleruzzo "oltraggiata" dalle relazioni extraconiugali intrattenute dalla vittima con soggetti criminali ritenuti nemici della stessa famiglia.

Alessandro Alleruzzo è il figlio del defunto boss Giuseppe che negli anni '70 e '80 guidava il gruppo paternese di cosa nostra, al centro di numerose faide sanguinose e particolarmente cruente, articolazione territoriale della famiglia mafiosa Santapaola di Catania. E' anche il cugino di Santo, 67 anni, detto 'a vipera' considerato reggente del clan fino al suo ultimo arresto avvenuto nell'ambito della operazione 'Sotto Scacco'.

La svolta nel caso è arrivata con le dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia. Nel 2021 la riapertura delle indagini da parte della Dda di Catania ha portato ad ascoltare i familiari della vittima che in diverse occasioni hanno ritrattato precedenti dichiarazioni aumentando i sospetti degli inquirenti. Le microspie installate nel carcere di Asti, inoltre, hanno registrato i dialoghi di due detenuti che nel febbraio di quest'anno commentavano gli articoli sulla riapertura delle indagini per la morte della donna, confermando indirettamente l'ipotesi investigativa dell'omicidio in ambito familiare:

 "... Alessandro è il mandante…eh…ammazzau..." ("Alessando è il mandante, l'ha uccisa").

Nunzia Alleruzzo era scomparsa misteriosamente di casa nel maggio del 1995 e poi era stata ritrovata cadavere tre anni dopo in un pozzo.

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