Domenica, 11 Aprile 2021
Università

Medicina, riammessi 5mila studenti e le università non sanno dove metterli

Aule sovraffollate e lezioni che partono in ritardo. Dopo la sentenza del Tar che ha riammesso ben cinquemila studenti nelle facoltà di medicina, le università vanno in tilt. E chi ha passato il test subisce disagi

Il 9 aprile 2014 si è svolto il test per l'ammissione alla facoltà di medicina. Dopo circa un mese il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini aveva annunciato che sarebbe stato l'ultimo con questa modalità: dall'anno successivo si sarebbe applicato il modello francese, che apre le iscrizioni a tutti il primo anno e mette lo sbarramento all'inizio del secondo.

Erano invece andati in confusione rettori e presidi di facoltà, che avevano annunciato poco dopo che per un afflusso così ampio d'iscrizioni (come quello che il modello francese avrebbe portato) non c'era né il personale né le strutture. Un assaggio di questo disagio lo hanno oggi gli studenti di medicina: già soltanto con i 5mila ammessi dal Tar alle varie facoltà chi aveva passato il test regolarmente è andato su tutte le furie.

DISAGI E LEZIONI RIMANDATE - Quando i 5mila riammessi dal Tar sono arrivati nelle varie università sono cominciate proteste e disagi: corsi partiti in ritardo di settimane, spazi e strutture ristrette, talvolta con dentro il triplo di persone programmato.Così un gruppo degli studenti vincitori ha deciso di scrivere al ministero:

Ci siamo preparati con sacrifici, abbiamo pagato le tasse per partecipare alle prove, poi altre tasse di iscrizione. Non è accettabile dobbiamo subire le colpe di altri

ALTRI 2MILA IN ARRIVO - La massa di candidati riammessi è destinata ad aumentare: da venerdì 24 ottobre il Consiglio di Stato, visto che l'annullamento è stato per violazione dell'anonimato, ha iniziato ad adottare una serie di ricorsi che aprono la possibilità d'iscrizione anche ad altri 2mila studenti, tutti quelli che ancora non avevano presentato il ricorso al Tar.

UN DISEGNO DI LEGGE CHE AI RETTORI NON PIACE - In effetti l'idea della Giannini di eliminare il test di medicina e di mettere lo sbarramento al secondo anno a chi amministra l'università non era piaciuto, proprio perché temevano di ritrovarsi in una situazione proprio come quella che stanno vivendo adesso, dopo solo il pronunciamento del Tar. Il 15 ottobre al ministero si è tenuto un tavolo tecnico con Conferenza dei rettori e rappresentati degli studenti per tentare di trovare una soluzione condivisa. Ancora non è stato reso pubblico l'esito. Ma dal ministero sembrano ancora convinti a togliere il test.

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