Venerdì, 7 Maggio 2021
Le Regioni non aspettano

Nuovo Dpcm Draghi, cosa cambia dal 6 marzo: alcune Regioni anticipano la stretta

Sono in arrivo i nuovi divieti per tutta Italia. Alcune Regioni non aspettano le prossime decisioni del Governo e chiudono

Saracinesche abbassate - FOTO ANSA

Fra 5 giorni scadono le regole anti-Covid in cui siamo abituati a vivere. Scade infatti il vecchio Dpcm, l’ultimo documento firmato dell’ex premier Giuseppe Conte. Per questo l’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi si appresta a varare nuove regole, anche perché i contagi sono in aumento in tutte le regioni d’Italia. 

Il bollettino di oggi lunedì 1 marzo 2021 registra 13.114 nuovi casi, si registrano 474 ricoverati in più mentre salgono a 2.289 i pazienti Covid che lottano per la vita nei reparti di terapia intensiva (+58).

Ecco perché, mentre c’è attesa per l'atto a firma Draghi sull’emergenza sanitaria, alcune regioni sono già corse ai ripari, chiudendo le scuole come in Campania, mettendo intere province in zona rossa come nelle Marche o con ordinanze che ricordano il primo lockdown del 2020, come quella di Bonaccini, che ha vietato gli spostamenti anche all’interno dei Comuni. In generale, da quasi tutta l’Italia arriva l’appello alla chiusura. “Servono misure restrittive” ha detto Zaia, facendosi portavoce del sentimento di molti colleghi. E allora vediamo quali saranno i nuovi divieti (e non) in vigore dal 6 marzo al 6 aprile (compresa Pasqua e Pasquetta), stando ad una bozza del Dpcm che dovrebbe essere firmato tra stasera e domani, al massimo entro la settimana. 

Intanto ci saranno anche delle riaperture nelle zone gialle. Dal 27 marzo, sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza, potrebbero riaprire cinema e teatri. Sarà inoltre possibile andare al museo e su prenotazione anche nel weekend. 

Cambio per barbieri e parrucchieri. Prima potevano restare aperti sempre, mentre adesso si specifica la sospensione di tutte le attività dei servizi alla persona in zona rossa. Dunque se prima il centro estetico era chiuso e il barbiere restava aperto, adesso stretta su tutte le attività che danno un servizio alla persona nelle aree ad alto rischio. 

Una modifica su come poterci comportare in casa nelle zone gialle, dove adesso potranno entrare anche i non conviventi. Basta con la classica raccomandazione su chi e quante persone invitare dentro casa. Ma sia chiaro: questo non significa che vale tutto. E allora sì al caffè con l’amico o il parente, ma restano tassativamente vietare le feste in casa e fuori.

Come sempre vietati i viaggi per turismo e gli spostamenti, per cui inutile pensare di organizzare una qualsiasi uscita fuori porta a Pasqua e Pasquetta. Resta la possibilità di rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione così come gli spostamenti per lavoro, motivi di salute e necessità, cioè quei casi in cui senza spostamenti si rischia un danno morale o economico. Se si è in zona gialla, si può fare la visita in una sola casa privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Possono spostarsi due persone più i figli minori di 14 anni. 

Se ci si trova in zona gialla o arancione, si può andare nelle seconde case, ma lo può fare solo un nucleo familiare e solo se la casa è disabitata. Niente amici o parenti. Solo congiunti. Divieto di andare nelle seconde case se sono in area rossa o arancione scuro. 

Shopping limitato. Negozi chiusi solo in zona rossa dove sono garantiti esclusivamente gli esercizi commerciali di prodotti essenziali: farmacie, alimentari, ferramenta. In zona gialla e arancione tutti i negozi sono aperti. Nei week end continuano ad essere chiusi i centri commerciali. Negli esercizi sono valide le solite misure di sicurezza: distanziamento, mascherina, ingressi contingentati.

Piscine e palestre restano chiuse, vietati inoltre sport di contatto e di squadra, mentre sì all’attività motoria all'aperto come la camminata, la bici e la corsa. Agli agonisti è permesso di allenarsi.

La sera niente ristorazione, per cui nonostante la pressione trasversale da parte della politica, che era arrivata anche ad un insolito e nuovo asse Salvini-Bonaccini, al ristorante si potrà andare solo in zona gialla e solo di giorno. In zona gialla infatti i ristoranti possono restare aperti fino alle 18, fare asporto fino alle 22 e domicilio sempre. In zona arancione e rossa solo asporto e domicilio. Eccezione fanno gli autogrill, oltre le 18 in zona gialla, le mense e i ristoranti negli alberghi.

Nelle zone rosse tutte le scuole dovrebbero restare chiuse. Gli esperti hanno anche valutato che gli studenti dovranno essere in Dad nel caso l'incidenza sia superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti. In tutte le altre situazioni, la scuola resta in presenza come già stabilito dai provvedimenti in vigore: in presenza per gli alunni dell'infanzia, delle elementari e delle medie mentre per quelli delle superiori è prevista la didattica è in presenza almeno al 50% e fino ad un massimo del 75%.

Nuovo Dpcm Draghi, le Regioni in anticipo

Questo il quadro che potrebbe cambiare tra qualche giorno, ma diverse regioni hanno già allungato il passo perché, ad esempio per le scuole, ci sono zone dove sono già state chiuse. In Campania per esempio, dove oggi si contano 1.896 nuovi casi e 20 decessi, De Luca ha chiuso tutto. Nelle Marche il presidente Acquaroli ha messo in lockdown la provincia di Ancona, nel cui capoluogo poi il sindaco, poco fa, ha firmato un’ordinanza per la chiusura totale delle scuole. La provincia di Bolzano anche è in lockdown e il presidente dell’Emilia Romagna Bonaccini ha oggi firmato un’ordinanza che istituisce da domani la zona arancione scuro per tutti i comuni dell'Ausl Romagna, per cui, esclusi quelli del distretto di Forlì, vietati gli spostamenti anche all'interno del proprio Comune, scuole e università vengono chiuse, passando in didattica a distanza al 100%. C’è preoccupazione dunque sui territori e lo ha detto molto chiaramente oggi Zaia, presidente del Veneto: “Siamo preoccupati per le scene di questo fine settimana: zona gialla non significa 'libera tutti'. I contagi stanno risalendo e servirebbero delle strette locali, almeno nei weekend. E’ un film che abbiamo già visto e purtroppo sappiamo come siamo finiti a dicembre”. Anche Fontana in Lombardia rinforza con l’arancione scuro l’intera provincia di Como e quella di Cremona insieme ad una serie di comuni, mentre la provincia di Brescia resta in arancione rafforzato. 

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