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Martedì, 23 Aprile 2024
Scia di sangue / Catania

Ergastolano in permesso uccide due donne e si suicida, fermato un altro uomo

Le indagini sull'omicidio di Carmelina Marino e Santa Castorina e il suicidio di Salvatore La Motta. Un 55enne è accusato di avere supportato il killer. Tutto quello che sappiamo e i punti ancora da chiarire

C'è un secondo uomo coinvolto nei fatti che sabato 11 febbraio hanno sconvolto Riposto (Catania), dove due donne sono state uccise con un colpo di pistola e il presunto killer poi si è tolto la vita davanti alla caserma dei carabinieri. La Procura di Catania, al termine delle indagini svolte dai carabinieri della compagnia di Giarre e del nucleo investigativo del comando provinciale, ha disposto il fermo di Luciano Valvo, 55anni di Riposto. Sarebbe il complice del killer. Molti però i punti ancora oscuri. Cosa sappiamo finora.

Uccide due donne e poi si suicida: il killer era un ergastolano in licenza

Carmelina e Santa uccise da Turi La Motta, ergastolano in permesso

Nella mattina di sabato 11 febbraio viene trovato il corpo di Carmelina Marino, 48 anni. Il cadavere è in auto, una Suzuki Ignis, sul lungomare a poca distanza dal Porto turistico. Sul viso il segno di un proiettile.
Poco dopo viene trovato il cadavere Santa Castorina, 49 anni. Anche lei è stata uccisa con un colpo di arma da fuoco e lasciata per terra in via Roma, non lontano dalla sua auto. 

Passa poco tempo e Salvatore La Motta, detto "Turi", 63 anni, si toglie la vita davanti alla caserma dei carabinieri. Salvatore La Motta è un pregiudicato, ergastolano in semi libertà che stava usufruendo di una licenza premio. Doveva rientrare proprio sabato nel carcere di Augusta, nel Siracusano. 

Secondo una prima ricostruzione l'uomo avrebbe prima ucciso le due donne e poi ha compiuto l'estremo gesto. "Ha detto di volersi costituire, poi ha rivolto l'arma contro di sè", dice il comandante dei carabinieri di Giarre, Fabrizio Rosati. "Il rapporto tra le vittime è in fase di ricostruzione - spiega -. Le indagini sono in corso per dare un movente. Controlli anche su come si sia procurato l'arma"

(Video di CataniaToday)

Chi è l'uomo fermato per gli omicidi di Riposto

Nel pomeriggio di sabato viene fermato Luciano Valvo, 55anni. Viene bloccato dai carabinieri mentre si allontana da casa. Secondo gli inquirenti è stato il complice del killer nell'omicidio di Melina Marino. Lo avrebbe accompagnato con la sua Volkswagen Golf di colore nero nella zona portuale di Riposto, riaccompagnandolo a casa dopo l'uccisione della donna. Nel corso dell'interrogatorio del pubblico ministero, difeso dal legale Enzo Iofrida, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ora è nel carcere catanese di Piazza Lanza.

Le indagini sono alle battute iniziali e ci sono diverse domande che sono senza risposta. Non solo è da chiarire la dinamica dei due omicidi, ma si lavora anche per capire chi ha dato a La Motta la pistola con cui ha fatto fuoco. Tutto da ricostruire anche il movente e il legame tra le vittime. Si propende per la pista passionale.

Sul caso si è mosso anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Il Guardasigilli ha chiesto all'Ispettorato generale "di avviare urgenti accertamenti preliminari sui fatti di Catania".

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