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Lunedì, 15 Aprile 2024
Violenza senza pietà / Macerata

Alika, l'ambulante ucciso a colpi di stampella in strada: tanti i testimoni, nessuno lo ha aiutato

Arrestato per l'omicidio un uomo di 32 anni. La vittima, 39enne nigeriano da anni in Italia, è stata massacrata con la stampella che usava dopo un incidente. L'aggressione ripresa dai passanti col telefono

Alika Ogorchukwu è stato ucciso in pieno giorno, per strada, sotto gli occhi dei passanti. La faccia di Alika, nigeriano di 39 anni che faceva il venditore ambulante a Civitanova Marche (Macerata), la conoscevano in tanti. "Una persona tranquilla" il giudizio che vien fuori. Eppure Alika ieri, 29 luglio, è stato picchiato a morte nel primo pomeriggio nella strada centrale di Civitanova. Un operaio di 32 anni, Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, è stato arrestato e oggi, 30 luglio, dovrebbe essere trasferito in carcere di Montacuto. Un episodio che ha lasciato tutti sotto choc. A neppure 24 ore dal delitto resta il dolore della moglie di Alika, restano i dubbi sul perché e resta il fatto che nonostante in strada ci fossero altre persone, nessuno abbia tentato di sottrarre la vittima alla furia del suo aggressore. 

Chi ha ucciso Alika: l'uomo ha confessato

Alika, ucciso in strada per uno sguardo sbagliato

Alika è un ragazzo nigeriano di 39 anni, ha una moglie e un figlio e abita a San Severino Marche. E' un venditore ambulante di fazzoletti e piccoli accessori. Passa le ore davanti ai negozi: vende la sua merce, chiede qualche moneta. "Una persona tranquilla", dice chi lo conosceva. E' claudicante, perché l'anno scorso era stato investito mentre era in bici e quindi si aiuta con una stampella. 

Alle 14.30 di ieri 29 luglio Alika è in corso Umberto I, nel centro di Civitanova Marche. Sta, come sempre, proponendo quel che vende ai passanti. Improvvisamente un uomo si avventa su di lui. Alika cade, ma questo non cambia le cose. L'aggressore lo colpisce con la stampella alla testa e in tutto il corpo. Quando Alika è ormai immobile, si siede sopra di lui tenendogli la testa schiacciata per terra.

La confessione: "Chiedo scusa alla famiglia"

Una furia implacabile, immortalata dalle telecamere di sicurezza della zona. L'aggressore fugge ma poco dopo viene bloccato: Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, 32 anni, è salernitano ma vive a Civitanova Marche. 

La confessione di Ferlazzo

L'omicidio di Alika ripreso con i cellulari

In tanti hanno assistito all'omicidio di Alika Ogorchukwu, ma nessuno ha separato la vittima dall'aggressore. C'è chi ha ripreso tutta la scena con il cellulare e i video sono nelle mani della polizia, c'è chi ha urlato "Così lo uccidi", ma senza muovere un dito. Qualcuno ha chiamato la polizia, altri il 118 ma era già troppo tardi. 

Il movente dell'omicidio è quello che viene catalogato come "futili motivi". Secondo alcune testimonianze, Alika avrebbe fatto un apprezzamento alla compagna del presunto aggressore. Secondo un'altra ipotesi sarebbe stato forse troppo insistente nel tentare di venderle la sua merce, suscitando l'ira del fidanzato. Ferlazzo intanto è in arresto per omicidio volontario e rapina. Dopo il pestaggio gli avrebbe anche rubato il cellulare. Sarebbe stato lo stesso Ferlazzo a farfugliare di molestie alla sua fidanzata. 

Omicidio vicitanova ANSA STRINGER-2

La ricostruzione della polizia

L'aggressore ha inseguito la vittima, prima l'ha colpita con una stampella, l'ha fatta cadere a terra, e l'ha finita fino a causarne la morte colpendola ripetutamente con le mani nude. Poi, dopo averla tramortita, ha sottratto il cellulare. Sarebbe questa, secondo la polizia, la ricostruzione dell'aggressione e uccisione di Alika. Nel corso di una conferenza stampa al commissariato di Civitanova gli investigatori hanno spiegato che per ricostruire la dinamica sono stati ascoltati testimoni ed esaminati i filmati della videosorveglianza. Le indagini si sono sviluppate attraverso la testimonianza di persone informate sui fatti che avevano assistito all'aggressione e tramite la visione delle immagini di videosorveglianza del comune visto che il fatto è accaduto lungo il corso principale di Civitanova. 

La moglie di Alika: "Perché ha ucciso mio marito?"

In corso Umberto I, davanti al telo bianco che è stato messo sul corpo di Alika arriva la moglie. "Voglio guardare quell'uomo negli occhi e chiedergli perché l'ha fatto. Perché ha ucciso mio marito", dice disperata Charity.

Francesco Mantella, avvocato della vittima, all'Ansa dice: "Ero al telefono con una persona, che mi stava dicendo che un uomo di colore era stato appena ucciso a bastonate e che aveva una stampella. Ho collegato subito la descrizione ad Alika e purtroppo ho avuto conferma che era lui. Non era una persona molesta, era buono, non cercava mai guai. Dopo l'incidente che aveva avuto aveva preso anche dei soldi dall'assicurazione ed economicamente non stava male. Ancora si arrangiava a fare il venditore ambulante ed era conosciuto da molti. Aspettava l'inizio del processo al suo investitore, si sarebbe costituito parte civile".

Di episodio che "ha scosso e addolorato tutti" parla il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica. "A nome della città tutta - scrive in un post su Facebook -, esprimo la più ferma condanna verso azioni di tale natura e verso ogni forma di violenza che non può trovare alcun fondamento ed alcuna giustificazione. Questo inaccettabile episodio ci invita tutti a non abbassare mai la guardia contro ogni forma di violenza. Siamo vicini alla famiglia della vittima e continueremo a fare tutto quello che è in nostro potere per combattere la violenza  e per favorire la pacifica convivenza e la tolleranza. Sto seguendo in prima persona, con le competenti autorità, gli sviluppi della questione. Esprimo un sentito ringraziamento alle forze dell'ordine, al prefetto e al questore per il lavoro che stanno svolgendo e per la pronta risposta data, che ha già consentito di assicurare alla giustizia l'autore del delitto.  Fondamentale è stato il supporto del sistema di videosorveglianza di cui Civitanova è dotata.  Trattasi di un episodio gravissimo ma che non può descrivere la realtà della nostra città. Civitanova è una città pacifica, accogliente, sicura  e questa sera è sgomenta per una vicenda estranea al suo carattere e alla sua anima. Una preghiera per la vittima".

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