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Giovedì, 30 Maggio 2024
Il retroscena / Brindisi

Uccide il fratello e la cognata a fucilate, l'altro fratello è salvo per un caso

Cosimò Calò ha confessato il duplice omicidio, ma il suo piano era un altro. Ai carabinieri ha detto di volere uccidere anche l'altro congiunto ritenuto "causa di tutti i suoi mali"

Non due vittime, ma tre. Cosimo Calò, l'uomo che ha confessato di avere ucciso a Serranova, frazione di Carovigno (Brindisi) il fratello Antonio e la cognata Caterina Martucci, voleva uccidere anche l'altro fratello Carmelo. Quest'ultimo si è salvato solo per un caso. A raccontare l'atroce piano è stato lo stesso Cosimo ai carabinieri, confermando di avere agito per un'eredità contesa.

Questa la ricostruzione del duplice omicidio. La sera del 28 febbraio Cosimo Calò, 84 anni, uccide a fucilate il fratello Antonio e la cognata. Il delitto avviene nel casolare della coppia. Secondo gli inquirenti Cosimo spara prima al fratello (che gli apre la porta), poi raggiunge la cognata in camera da letto e le spara due colpi di fucile alla testa. Consumato il duplice omicidio, dorme poche ore e poi, alle 4.22 dell'1 marzo, si reca a casa dell'altro suo fratello, il 76enne Carmelo, intenzionato a uccidere anche lui perché "causa di tutti i suoi mali". Non riuscendo a rintracciarlo, torna a casa dopo circa un'ora. 

I corpi di Antonio e Caterina vengono scoperti proprio il 1° marzo. Come spiega BrindisiReport, l'ipotesi di una rapina è stata immediatamente scartata. La coppia viveva in fatti una casa modesta, dove c’era ben poco da rubare. I due percepivano la pensione sociale, coltivavano il loro orto e allevavano alcune caprette. Gli investigatori si sono indirizzati decisi verso la pista privata, confinata in ambito familiare 

Ieri i carabinieri fermano Calò con l'accusa di duplice omicidio aggravato dalla premeditazione e dal legame di parentela con una delle vittime, ha confessato la sua idea ai carabinieri.

L'84enne ha spiegato che il movente del duplice omicidio è una eredità contesa, lasciata da un quarto fratello morto due anni fa, dalla quale sarebbe stato escluso. Nel decreto di fermo si evidenzia la "pericolosità" e la "determinazione criminale" di Calò che aveva "acquistato il fucile per un preciso scopo".

 

(Nel video di BrindisiReport le dichiarazioni dell'avvocato di Cosimo Calò)

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