Mercoledì, 12 Maggio 2021
Poteva essere una strage / Avellino

Omicidio di Aldo Gioia, arrestati la figlia e il suo fidanzato: "Volevano uccidere tutta la famiglia"

Forse volevano uccidere tutti i membri della famiglia della ragazza e non solo il padre, i due giovani di 18 e 23 anni fermati per l'omicidio di un 53enne avvenuto ieri sera ad Avellino: "Uno dei più efferati delitti che la città ricordi". L'arma usata è un coltello da cacciatore

L'androne del palazzo (foto AvellinoToday)

Forse volevano uccidere tutti i membri della famiglia della ragazza e non solo il padre, i due giovani di 18 e 23 anni fermati per l'omicidio di un 53enne avvenuto ieri sera ad Avellino. "Uno dei più efferati delitti che la città ricordi", scrive oggi AvellinoToday.

L'omicidio di Aldo Gioia ad Avellino: fermati figlia e fidanzato

A uccidere con sette coltellate nel sonno Aldo Gioia sono stati la figlia Elena, 18 anni, e il suo fidanzato, Giovanni Limata, 23 anni di Benevento ma residente a Cervinara. Il giovane 23enne, con qualche precedente per spaccio di droga e aggressione, in passato si sarebbe già reso protagonista di gravi episodi di violenza, ma mai con l'efferatezza della serata di ieri. Aldo Gioia era contrario alla relazione della figlia, gli scontri in passato non erano mancati.

Ieri sera il delitto, atroce. Elena Gioia dopo l'aggressione avrebbe favorito la fuga del ragazzo a Cervinara.

L'arma del delitto è un coltello da caccia

Al momento i ragazzi sono in stato di fermo presso il carcere di Bellizzi Irpino, unici indiziati dell’uccisione del 53enne, avvenuta nella tarda serata di ieri in un appartamento in Corso Vittorio Emanuele. L'arma del delitto è un coltello da caccia. Le ipotesi di reato sono gravissime: omicidio premeditato per lui e concorso in omicidio pluri-aggravato per la ragazza.

I due hanno confessato l'omicidio nel corso di un interrogatorio, riferendo che il loro piano avrebbe dovuto concludersi con la loro fuga dopo l'uccisione anche della madre e della sorella della giovane.

"Una vera e propria strage pianificata dalla coppia"

Una vera e propria strage pianificata dalla coppia e non portata a compimento per ragioni ancora da definire. Sono stati decisivi i messaggi contenuti nei telefonini dei due giovani per permettere agli investigatori di ricostruire il violento omicidio. Sul posto gli agenti hanno trovato le tracce del delitto che hanno permesso di risalire agli autori dell'aggressione. Le successive indagini, svolte per l'intera nottata con l'intervento e la direzione del pm della Procura di Avellino sul luogo del delitto e negli uffici della Questura, attraverso interrogatori e l'analisi di conversazioni e messaggi presenti sui cellulari dei due giovani, nel frattempo rintracciati nell'abitazione di lui a Cervinara (Avellino), hanno consentito di ricostruire la vicenda, che si è rivelata essere l'epilogo di una vera e propria strage pianificata dalla coppia, fortunatamente solo parzialmente portata a termine.

Aldo Gioia, geometra, dipendente della FCA di Pratola Serra, era arrivato in condizioni disperate nella tarda serata di ieri al pronto soccorso dell'ospedale Moscati di Avellino ed era morto poco dopo il ricovero nella notte. In casa c'erano anche la moglie e l’altra figlia, dormivano. Sono state richiamate dai lamenti dell’uomo, ormai moribondo, che chiedeva aiuto. Sotto shock, le loro dichiarazioni hanno poi presto indirizzato le indagini, che nel giro di poche ore hanno portato all'arresto di Elena Gioia e Giovanni Limata.

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