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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Il caso / Brescia

Charlotte solo sullo schermo, chi era Carol nella vita

Uccisa, fatta a pezzi e gettata in un dirupo in Valcamonica, era cresciuta nel Varesotto e le amiche la ricordano come un'ottima mamma, vittima dell'uomo che sembrava tenere sinceramente a lei

Non Charlotte, l'attrice hard, ma Carol, una ragazza di 26 anni con un passato da commessa e un bimbo di cinque anni. Il suo corpo è stato fatto a pezzi, poi chiusi in sacchi neri gettati in un dirupo di Borno, in Valcamonica. Era cresciuta nel Varesotto e le amiche ricordano come un'ottima mamma, uccisa brutalmente dall'uomo che sembrava tenere sinceramente a lei. Reo confesso del delitto è Davide Fontana 43enne dipendente di banca e food blogger per passione. I due avevano avuto una storia, ma anche se la relazione era finita erano in buoni rapporti e vivevano in due abitazioni sullo stesso pianerottolo a Rescaldina (in provincia di Milano).

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Carol, l'ex commessa diventata attrice

Nata a Sesto Calende - nel Varesotto - si era trasferita prima a Busto Arsizio, poi a Rescaldina. Qui ha trovato la morte. Dalla nascita del figlio, fino al 2021, Carol aveva lavorato come commessa in un negozio di profumi di Milano. Come lei stessa aveva raccontato in diverse interviste, tutto era iniziato in modo casalingo durante la pandemia caricava i suoi video su Onlyfans. Poi è arrivata la notorietà, e quindi il mondo professionistico: film ma anche altre piattaforme online dedicate al mondo del sesso. Una scelta che non ha condiviso subito con la famiglia e che le è costata anche qualche amicizia, ma della quale andava fiera.

Si esibiva anche dal vivo. In rete si possono trovare varie locandine che annunciano la sua presenza nei locali a luci rosse di diverse città italiane. Al Luxy Club Milano avrebbe dovuto tenere il suo ultimo spettacolo, durante il Luxy Erotik Festival 2, da venerdì 11 a domenica 13 marzo, ma non si è presentata. Era già morta.

Uccisa dall'uomo della porta accanto

L'omicidio sarebbe avvenuto a fine gennaio, forse al termine di un violento litigio tra Carol e Davide Fontana. Poi il killer ha fatto a pezzi -  almeno quindici - il corpo della giovane, nascondendolo per diversi mesi nel congelatore dell'abitazione. Infine, nella mattina di domenica 20 marzo, dopo un paio di mesi dall'assassinio, si è sbarazzato del corpo orribilmente massacrato della ex riponendolo in sacchi dell'immondizia che ha gettato in un dirupo a Paline di Borno. 

"Questo ragazzo la accompagnava sempre - racconta tra le lacrime a BresciaToday Yasmine Carrera, attrice hard che ha girato alcune scene con la vittima - . Nell'ambiente lo conoscevamo tutti: sembrava una persona per bene, credevamo che le volesse bene sul serio e che ci tenesse molto a Charlotte. Era il suo fotografo di fiducia, tutte le foto di lei che ci sono sui social le aveva fatte lui. La seguiva ovunque per proteggerla, ma il pericolo era lui".

Dopo il ritrovamento del cadavere l'omicida avrebbe pure usato gli account della vittima presumibilmente per rispondere a chi le scriveva e per depistare le indagini. 

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Carol e la sua vita da mamma

"Era un'ottima madre - racconta ancora Yasmine -  poco tempo fa aveva portato il suo piccolo a Disneyland con i soldi guadagnati con i film. Era una ragazza solare ed era impossibile non volerle bene: ha avuto una vita difficile, ma ultimamente era felice perché stava raggiungendo tutti i suoi obiettivi e realizzando i suoi sogni".

L'appello alle altre donne: "Dovremmo sostenerci"

Due anni fa, sul suo profilo Instagram, Carol aveva pubblicato un video in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. "Non ho mai fatto video di questo genere su Instagram e non sono neanche tanto brava a parlare - diceva la giovane nel video, rimbalzato in queste ore anche online - però è veramente un tema che mi sta tanto a cuore, non solo perché l'ho vissuto personalmente ma perché si parla tanto di violenza fisica contro le donne ma è altrettanto importante parlare di quella psicologica, perché comunque ti distrugge emotivamente ed è altrettanto grave". "Se ne parla molto poco di questo - sottolineava Carol -. Quello che mi è venuto in mente è soprattutto che manca rispetto fra noi donne. E anche questa è comunque una forma di violenza psicologica". La 25enne raccontava poi di aver notato questo atteggiamento "specialmente da quando sono entrata nel mondo delle mamme". Le altre mamme, rimarcava, "sono sempre pronte a giudicarti se prendi decisioni diverse dalle loro. Personalmente mi son sentita dire che non faccio determinate cose da donne, che non sono una brava madre perché mi piace viaggiare e faccio determinati viaggi senza mio figlio o faccio foto provocanti. Penso che per combattere determinati pregiudizi noi donne dovremmo essere le prime a sostenerci".

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