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Martedì, 23 Aprile 2024
Le ipotesi sul dramma di Silì / Oristano

Chiara uccisa dalla madre a coltellate: cosa può aver scatenato la furia omicida

Le due ipotesi al vaglio degli inquirenti sono il delitto d'impeto oppure premeditato: la giovane tra un mese, al compimento dei 14 anni, avrebbe potuto esprimere la sua preferenza davanti al giudice e decidere così se andare a vivere con il padre. Oggi l'autopsia

Non è ancora stata interrogata. Le sue condizioni non lo permettono, al momento. Monica Vinci, 52 anni, è sempre ricoverata in ospedale, è stata trasferita da Sassari a Oristano: nel volo di cinque metri con cui ha tentato il suicidio ha riportato un trauma cranico e si è fratturata il bacino. Piantonata, è ancora sedata.

L'omicidio di Silì: Chiara Carta uccisa dalla madre

Sabato scorso ha ucciso, a Silì, una frazione di Oristano, la figlia Chiara, 14 anni ancora da compiere: venti coltellate con un taglierino all'addome, poi l'ha strangolata, forse col cavo del caricabatterie dello smartphone. Oggi è il giorno dell'autopsia sul corpo martoriato della ragazzina.

L'allarme, sabato 18 febbraio, era stato lanciato da un passante, il quale aveva visto in strada, sull'asfalto, Monica Vinci gravemente ferita. Dentro l'appartamento, pochi minuti dopo, la tragica scoperta della giovane Chiara ormai senza vita. Monica Vinci soffriva da tempo di depressione. Le due ipotesi al vaglio degli inquirenti sono il delitto d'impeto oppure premeditato. 

"Eravamo consapevoli dello stato di disagio della donna"

"Eravamo consapevoli dello stato di disagio della donna e già nel 2015, dopo il suo ricovero per problemi psichici, avevamo presentato istanza perché venisse dichiarata incapace d'intendere e di volere, ma l'istanza è stata rigettata perché la donna ha presentato un certificato medico che la dichiarava idonea all'affidamento della figlia". A parlare è Filippo Cogotti, avvocato che tutela Piero Carta, il padre di Chiara.

Cosa ha scatenato la furia omicida della madre?

Monica Vinci e Piero Carta, vigile urbano molto conosciuto a Oristano, erano separati da tempo. 

La 13enne Chiara viveva con la madre, ma negli ultimi tempi "la ragazza si era avvicinata di nuovo al padre - ha detto l'avvocato Filippo Cogotti - ed era nostra intenzione ad aprile, quando sarebbero decorsi i termini per il divorzio, presentare una nuova istanza di affido. Ma c’è anche dell’altro: Chiara al compimento dei 14 anni, il prossimo 24 marzo, avrebbe potuto esprimere la sua preferenza davanti al giudice e decidere se stare con la madre o con il padre".

Si tratta solo di una ipotesi, ma è riportata oggi da tutti i giornali locali. Monica Vinci, temendo di perdere la figlia, l'assegno di mantenimento e la casa potrebbe aver deciso di uccidere Chiara e di tentare di farla finita. Ieri a Silì si è celebrata una messa in suffragio in ricordo della giovane uccisa: la morte di Chiara Carta ha sconvolto l'intera comunità, che si è stretta intorno al padre della ragazzina. C'era anche il sindaco di Oristano, Massimiliano Sanna, in segno di vicinanza alla famiglia.

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