Lunedì, 15 Luglio 2024
Cold case / Potenza

Domenico Di Lascio ucciso nel suo mobilificio, la svolta dopo 35 anni

Indagini riaperte dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza. L'uomo è stato freddato l'11 gennaio del 1989. L'appello del procuratore ai possibili testimoni

Sono state riaperte dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza dopo 35 anni le indagini sull'omicidio di Domenico Di Lascio, l'imprenditore di Lagonegro (Potenza) ucciso a colpi di arma da fuoco l'11 gennaio del 1989 nel suo mobilificio a Nemoli (Potenza). Ad annunciarlo è stato il procuratore Fabrizio Curcio in una conferenza stampa, a Potenza.

Di Lascio morì alcuni giorni dopo il ferimento. Il delitto è rimasto finora senza colpevoli, nel 2003 ci furono tre arresti ma non si arrivò nemmeno al processo. La deposizione di un nuovo teste ha cambiato le cose e le indagini sono state riaperte. Da qui l'appello del procuratore "a chiunque abbia visto qualcosa di anomalo" nei giorni precedenti al delitto. In particolare a chi ha visto "una Fiat Regata o Argenta effettuare un percorso di alcune decine di chilometri, da Nemoli fino a Sant'Arcangelo (Potenza) e oltre". Chi ha informazioni è invitato a contattare i carabinieri di Potenza o la Procura "attraverso una telefonata o una mail". Può essere utile qualsiasi dettaglio sul transito e sulla sosta. L'auto potrebbe essere quella utilizzata dagli assassini di Di Lascio.

In una nota a firma di Curcio si sottolinea "la particolare gravità dei fatti contestati, relativi a fenomeni di criminalità organizzata autoctona particolarmente pervasivi che hanno interessato il tessuto sociale del potentino".

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